Se google fosse nero…

7 Febbraio 2008

Che tipo di sconvolgimento ci sarebbe se l’asse terrestre ruotasse di un paio di centesimi di grado? E cosa succederebbe se l’homepage di google avesse un fondo nero? La risposta è che si potrebbero risparmiare 750 megawatt/h di energia all’anno1 . In rete c’è anche chi non è d’accordo sui criteri utilizzati per calcolare il risparmio ottenuto2 .

Tutto ciò se non altro ha il merito di porre alla nostra attenzione quanto un piccolo cambiamento3 possa influenzare di così tanto il consumo energetico planetario. Non ci resta che capire, in linee generali, se tutto ciò sia una bufala oppure è vero che una grande quantità di contenuti web a prevalenza scura giochi un ruolo considerevole nel risparmiare energia a livello globale. Oramai i numeri ci sono, bisogna solo formare una nuova coscienza più sensibile dal punto di vista “energetico”.

Ecco la homepage del motore di ricerca nero che ha suscitato la mia curiosità, Blackle.com4 .

Blackle, la versione nera di google

Oppure Jabago

Jabago

O ancora Neroogle

Neroogle

Mi farebbe piacere ricevere i commenti di qualche addetto al settore energetico e, perché no, suscitare un dibattito tra i webmaster e gli sviluppatori web sull’utilizzo del nero nella progettazione e sui vincoli relativi alla leggibilità e alla fruizione dei contenuti stessi.

  1. http://www.blackle.com/it/about/ []
  2. Google nero. Un falso risparmio []
  3. Il cambio di un piccolo codice esadecimale di colore e un logo adatto []
  4. Ma ne esistono molti altri che a quanto pare stanno cavalcando l’onda del risparmio energetico. Per una rassegna si dia uno sguardo ai seguenti risultati []

Amen. Il nuovo album dei Baustelle

6 Febbraio 2008

Dopo una lunga pausa di tre anni interrotta solamente dalla canzone scritta dal leader del gruppo Toscano per Irene Grandi1, i Baustelle registrano Amen. Di seguito la tracklist, il video e il testo del primo singolo Charlie fa surf, a mio avviso una delle canzoni migliori che parla “in maniera reale, di problemi reali, di adolescenti reali”. Sarebbe ora che molte delle nostre radio italiane dedicassero una parte più consistente del loro palinsesto per autori meno allineati, ma non per questo meno bravi.

  1. E così sia
  2. Colombo
  3. Charlie fa surf
  4. Il liberismo ha i giorni contati
  5. L’aeroplano
  6. Baudelaire
  7. L
  8. Antropophagus
  9. Panico!
  10. Alfredo
  11. Dark room
  12. L’uomo del secolo
  13. La vita va
  14. Ethiopia
  15. Andarsene così


Vorrei morire a questa età
vorrei star fermo mentre il mondo va
ho quindic’anni
Programmo la mia drum-machine
e suono la chitarra elettrica
vi spacco il culo
è questione d’equilibrio
non è mica facile

Charlie fa surf, quanta roba si fa
M D M A
ma le mani chiodate se
Charlie fa skate, non abbiate pietà
crocifiggietelo, sfiguratelo in volto
con la mazza da golf
alleluja alleluja

Mi piace il metal, r’n'b
ho scaricato tonnelate di
filmati porno
e vado in chiesa e faccio sport
prendo pastiglie che contengono
paroxetina
Io non voglio crescere
andate a farvi fottere

Charlie fa surf, quanta roba si fa
M D M A
ma le mani chiodate da
un mondo di grandi e di preti fa skate
non abbiate pietà
una mazza da baseball
quanto bene gli fa
alleluja alleluja

  1. Parlo di Brucia la città, 2007 []

Windows col PC, falso omaggio. Come ottenere il rimborso

30 Gennaio 2008

Windows col pc, falso omaggio. Come ottenere il rimborso e perché.

Che lo si voglia o no, acquistando un computer si è costretti a comprare
anche il sistema operativo Microsoft Windows pre-installato senza che
sia esplicitamente richiesto. Non tutti sanno però che non si tratta di
un regalo, ma di una parte anche consistente del prezzo finale (dai
100 € in su). Ancora meno persone sanno che è possibile restituire
il prodotto preinstallato ed ottenere un rimborso, lasciando
spazio ad altri sistemi operativi liberi - e gratuiti come Linux - o
riutilizzare un sistema operativo già pagato in precedenza.

Questo è il tema dell’incontro “Rimborso licenza: come ottenerlo e
perché” in programma sabato 2 febbraio alle 20:30, presso la sede
dell’associazione Giosef a Caserta in via Battisti 69. La sessione,
che fa parte di una serie di eventi legati ai temi della legalità e dei
diritti digitali, è promossa dall’associazione Hackaserta 81100, in
videoconferenza con l’Hacklab di Firenze e con il Copyriot di Padova,
verrano illustrati i modi attraverso cui far valere il proprio diritto
al rimborso.

Alla serata interverranno Claudia Moretti, legale ADUC (Associazione
Diritti Utenti e Consumatori), e Marco Pieraccioli, utente venuto alla
ribalta delle cronache per aver chiesto e ottenuto il rimborso di
Microsoft Windows pre-installato sul suo pc.

Il programma della serata prevede anche un Lan Party organizzato in
collaborazione con il Collettivo CopyRiot del Laboratorio Sociale
Millepiani, un evento dedicato ai videogiochi e prevede che i
partecipanti si riuniscano in un unico luogo portandosi il computer da
casa per ingaggiare una battaglia senza esclusione di colpi.

Inoltre l’evento potrà essere seguito in diretta su Internet attraverso
il sito www.rimborsolicenza.org, dove sarà possibile trovare anche la
modulistica per richiedere il rimborso.

Programma (sarà trasmesso anche in streaming).
Luogo: Via Cesare Battisti, 69 (Caserta)

h. 19:00 Installation party + pizza
h. 20:00 Proiezione dell’incontro nelle altre città, in particolare:
h. 20:00 Daniel Donato, Hackaserta 81100, Caserta
h. 20:30 Copyriot di Padova
h. 21:00 ADUC+FLUG
h. 22:00 ASSOLI
h. 22:30 Lan Party

Riferimenti per il rimborso
http://www.rimborsolicenza.org
http://www.aduc.it/dyn/rimborsowindows/
mail: rimborso(at)81100.eu.org

Il Copyriot:
http://copy-riot.org
Hacklab Firenze:
http://hacknight.firenze.linux.it
Hacklab Caserta:
http://81100.eu.org
La Stazione di Confine:
http://www.stazionediconfine.it

Viottolo di campagna

30 Gennaio 2008



Un viottolo costeggiato di mura mediterranee realizzate a secco a Castellana Grotte in provincia di Bari, uno degli artefatti architettonici a richiedere più perizia tecnica, tempo e pazienza.

Il nostro viottolo a colori1

Viottolo a colori

Bianco e nero ottenuto grazie al nuovo controllo image > adjustments > black & white presente in PS CS3

B&W

In questo pannello si ha il controllo completo su tutti i colori, in basso è possibile inoltre scegliere una tinta diversa dal nero. Aggiungere la grana è un processo semplice, è inoltre possibile realizzarlo utilizzando tecniche diverse, io ho applicato quella più semplice, ovvero creare un nuovo livello, riempirlo con grigio al 50%, aggiungere un disturbo tramite filter > noise > add noise2 . Nel pannello che si apre aggiungete tutta la grana che desiderate, possibilmente effettuate quest’operazione con l’immagine al 100% per rendervi conto meglio di quanto rumore aggiungete all’immagine. Ora “fondete” il livello appena ottenuto con la nostra immagine (che dovrebbe opportunamente trovarsi sotto) utilizzando l’effetto overlay. A questo punto, se si vuole, non resta che regolarsi a piacimento l’opacità del livello contenente la grana.

  1. Foto in formato RAW realizzata con una Canon Eos 400D []
  2. Se dopo il bianco e nero avete convertito nuovamente l’immagine in RGB allora nel pannello noise selezionare monochromatic, servirà ad aggiungere una grana non colorata. []

Fuoco

28 Gennaio 2008
Fuoco

Cosa c’è di meglio in inverno che il calore di un bel fuoco, la gioia di accenderlo, la compagnia che sa darti. Meglio ancora poi se questo fuoco viene goduto in compagnia, il non plus ultra se serve per cuocere salsicce :)

In ogni caso. l’immagine postata è stata scattata con una Canon EOS 400D, in seguito modificata con PS CS3: convertita in scala di grigi, poi in modalità due tonalità utilizzando tonalità di rosso, giallo e nero. Infine è stato sovrapposto al livello principale una copia sfocata (8px) del livello principale con la modalità Hard light, giusto per dare alle fiamme un movimento particolare.

Axe Chocolate Man

26 Gennaio 2008



Divertente. Allegra. Spensierata. Tre aggettivi per descrivere questo fantastico commercial messo a segno ancora una volta dalla Axe. Coraggiosa e da ammirare la scelta di mostrare il logotipo aziendale una volta sola, all’inizio dello spot. Ancora una volta la chiave utilizzata dai creativi è la stessa: deodorante nei panni di aiutante magico1 per attrarre le donne.

Client: Axe
Agency: Vegaolmosponce
Agency Producer: Jose Silva
Copywriter: Mario Crudele
Art Director: Martin Ponce, Hernan Ibarra Puentes
Director: Tom Kuntz
Production Company: MJZ
Executive Producer: David Zander, Jeff Scruton
Line Producer: Scott Kaplan
Editor: Carlos Arias
Editorial Company: Final Cut
VFX: The Mill
Music Supervisor: Margaux Ravis

  1. Vedasi il concetto di “Aiutante magico” all’interno della grammatica narrativa di A. Greimas. A. Greimas, Semantica strutturale, Rizzoli, Milano, 1968; A. Greimas, Del senso, Bompiani, Milano, 1974; V. Propp, Morfologia della fiaba, Einaudi, Torino, 1966 []

TCPA, DRM e PALLADIUM: Quanto ci sarà di vero?

24 Novembre 2007

Sono rimasto a dir poco agghiacciato alla lettura di quest’articolo:

http://jack.logicalsystems.it/homepage/techinfo/Palladium.asp

L’autore ci offre uno spaccato sul panorama di tecnologie destinate ad entrare a far parte delle nostre vite nei prossimi anni.

Ma Internet non doveva essere l’”ambiente” di comunicazione che avrebbe dovuto garantire libertà e visibilità a tutti?

Diventa sempre più facile pensare, o anche solo supporre il fatto che il terrorismo sia ormai stato strumentalizzato (e perchè no addirittura creato ad hoc) dalle multinazionali, sempre più spaventate dall’eccesso di libertà che tale ambiente ha finito per creare. E sempre più avide di fatturato e di quote di mercato

Invito tutti a leggere con attenzione, ma soprattutto non con quella convinzione che certe cose sono e saranno sempre irrealizzabilii: alcuni soggetti al mondo in questo momento hanno tutte le carte in regole per far sì che accada anche di peggio, quindi invito tutti voi a provare un pò di paura, che dopotutto non può far più male di quanto preconizzato dall’articolo in questione. Inoltre non dimentichiamoci che nella storia, di queste cose sono sempre successe e ne succederanno di peggiori, solo che in questo caso la nostra generazione si trova a parteciparvi attivamente e non nel ruolo di semplice lettore.

Qui sotto altri link per chi volesse approfondire la questione, e per chi crede che siano solo voci di schizoidi paranoici:

Basta soldi all’Italia, non è in grado di amministrarli

14 Novembre 2007



Basta soldi all’Italia dice Grillo, e lo dice urlando. Perché non è in grado di amministrarli bene, perché non ci sono le persone giuste per farlo: prima di usare fondi europei bisogna mettere l’italia in condizione di riceverli.

Ancora una volta il celebre comico/politico genovese non rinunzia alle maniere forti per denunciare il marcio e l’inadeguatezza della cosa pubblica italiana, e stavolta lo fa a Strasburgo davanti a degli europarlamentari e davanti agli occhi dell’intera europa, trattandosi appunto di un evento europeo. Molti lo contestano affermando che il suo è un atteggiamento riduttivo e generico, che non fotografa la realtà effettiva della situazione italiana, e che coinvolge un pò tutti senza dare un nome e un cognome a eventuali colpevoli.

Sarà perché forse è più facile operare un’esclusione degli innocenti che un conteggio dei colpevoli?

Ideas that matter

30 Ottobre 2007

Una nuova generazione di grafici, art directors e copywriters, sta a mio avviso dimenticando i capisaldi della creatività, le fondamenta che la costituiscono. Almeno di quella creatività che ha imbevuto il modo di fare della pubblicità degli anni ‘60 fino alla fine dei ‘70.

Negli ultimi anni quello che noto è un fatto deprimente per la pubblicità, almeno per come la intendo io. La tecnica, i virtuosismi, gli effetti speciali, i blue screen, il fotoritocco, l’animazione digitale, il rendering 3D, stanno assorbendo sempre più le energie di chi fa comunicazione. La tendenza è dare sempre più importanza alla perizia tecnica con cui una pubblicità viene realizzata, non all’idea alla che sta alla base, alla logica profonda che intercorre tra gli elementi che compongono il messaggio.

Quante volte capita di guardare alla tv degli spot che più che comunicare messaggi precisi ci confondono le idee, estranei al nostro mondo vitale, più adatti a rappresentare lo sfogo virtuoso di qualche creativo che non a comunicare in maniera semplice con l’audience?

Più giu ho provveduto ad elencare qualche esempio di pura creatività applicata alla pubblicità. Nessun virtuosismo tecnico, solo un buon visual1 e un’headline2 che tra loro si passano la patata bollente del senso. We need your blood recita l’annuncio per la ricerca di donatori di sangue. Il visual è composto da una croce rossa che si sta per svuotare, quale visual più efficace di questo per trasmettere il messaggio che “serve del sangue”?. Un caso in cui è una modifica a un logotipo molto noto a costituire la parte visuale dell’annuncio, non una foto, non complesse manipolazioni grafiche.

Amnesty International Cane 2 Cane 3

Nella campagna sulla stampa libera, l’headline recita free press, con free che funziona da verbo e non da aggettivo. Libera la stampa. Il visual in questo caso è composto da una fotografia di una macchina da scrivere sui cui tasti si trovano delle volgari “puntine”, a simboleggiare che in certe condizioni non è facile scrivere e quindi informare.

  1. Visual: la parte visiva di un annuncio che solitamente è in rapporto dialettico con l’headline. []
  2. Headline: la parte testuale di un annuncio che di solito cattura l’attenzione dell’osservatore. Ad essa viene solitamente attribuita maggiore enfasi visiva, e per questioni legate all’attenzione e alla memoria individuale viene concepita utilizzando poche parole. []

Attenti al cane. Sull’efficacia di un segnale

23 Ottobre 2007

Quante volte ci è capitato di trovarci all’ingresso di una villa, di una casa in campagna, di fronte ad un segnale più o meno consueto che ci indica la presenza di un cane da guardia? Penso almeno una volta nella vita. Che tratti deve possedere un segnale del genere per adempiere al proprio compito, per essere quindi un segnale efficace? Beh, innanzitutto dovrebbe comunicare il messaggio giusto a differenti tipi di pubblico: dovrebbe dissuadere o quanto meno mettere in guardia eventuali ladruncoli; in secondo luogo dovrebbe fare in modo da “avvisare” eventuali avventori o visitatori e non per forza terrorizzarli e indurre a non avvicinarsi.

Cane 1 Cane 2 Cane 3

Il primo cartello sembra esagerato, iperbolico, con alcuni elementi che sembrano voler ricondurre a forme di giustizia molto personale. Il secondo, rispetto al primo, sembra molto più pacato, ideale per comunicare l’idea di un cane da compagnia o magari di un cane da guardia in ogni caso poco pericoloso. Probabilmente, e dico questo percorrendo una strada spiccatamente ermeneutica, colui che ha posizionato il primo segnale potrebbe aver avuto già un buon numero di cattive esperienze rispetto al secondo, o in ogni caso, con buona probabilità, si trova a vivere in un contesto più pericoloso. Il primo segnale comunica meglio questo tipo di messaggio, e a quanto pare chi lo ha posizionato intende comunicare soprattutto con un pubblico di persone poco raccomandabili (forse perché poco raccomandabile è anche il padrone di casa). Il secondo si mantiene su toni molto più blandi: riesce a far capire ai malvagi che c’è un cane da guardia1, ma rimane comunque meno incisivo del primo. Riesce però a recapitare il messaggio nelle mani dei pubblici meglio intenzionati in maniera più efficace, senza spaventarli eccessivamente.

Il terzo e ultimo segnale è a mio avviso quello più inquietante a livello figurativo: un cane stilizzato in nero che più che a un cane somiglia a una di quelle fiere descritte magistralmente nei libri d’epica. Un mostro dalle sembianze poco terrene che sembra voler comunicare al lettore la presenza di una bestia feroce, perlopiù affamata. Appare subito evidente l’origine artigianale di questo segnale che sembra essere stato scritto con l’aiuto di un pennarello nero, al massimo avvalendosi di un template cartaceo utilizzato come sagoma per ottenere l’animale. Tutto sommato, però, per capire appieno il messaggio complessivo bisognerebbe tradurre il testo che recita “bhasobha inja”, anzi, invito chiunque visiti il blog a fornirmi una traduzione nel caso conosca quella lingua.

Tutto ciò è innanzitutto una dimostrazione pratica di come la comunicazione non sia mai un processo unidirezionale e di come ogni messaggio non sia assimilabile a un “pacchetto” chiuso di informazione comprensibile nello stesso modo da diversi soggetti. La comunicazione è un processo collaborativo e anche il ricevente ha un ruolo fondamentale nella costruzione del messaggio. Da ciò deriva che il messaggio ideale è quello che comunica la cosa giusta a tutti i potenziali pubblici per cui il messaggio viene costruito, da qui l’importanza attribuita dai comunicatori di professione alla fase di “costruzione del messaggio” in cui tante ipotesi del genere vengono passate al vaglio fino a trovare una soluzione ottimale2 che il più delle volte risulta essere un compromesso basato su una ponderazione delle varie modalità comunicative e dei diversi pubblici di riferimento, potenziali riceventi del messaggio che si intende costruire.

  1. Anche perché a differenza del primo segnale pone l’accento sulla parola “cane”, quasi a segnalarne la sola presenza. Il secondo, invece, si configura come più complesso dal punto di vista del messaggio in quanto coinvolge più simboli, anche visivi, per contribuire alla creazione del messaggio complessivo: La pistola, la faccia del cane, la parola “padrone”. []
  2. E mi preme specificare: non “ottima”. []