18 2009

Un video che con una scioccante semplicità mostra i risvolti di un’economia interamente basata sul consumo smodato di beni1. Purtroppo in italiano esiste solo sottotitolato, ma per chi ha la fortuna di capire l’inglese parlato, il progetto “Story of stuff” ha un sito, www.storyofstuff.org.

Immagine anteprima YouTube

Per evidenti problemi legati alla diffamazione e simili, nel video non si fanno nomi anche se alcuni riferimenti sono tutt’altro che velati2.

È scioccante che il mondo odierno altro non è che il prodotto di un impostazione macroeconomica che ha funzionato a dovere quando si è trattato di risollevare la celebre crisi di sovrapproduzione che colpì gli stati uniti d’america agli inizi del secolo appena trascorso. Ancora più scioccante è pensare che l’orientamento dell’economia mondiale verso la produzione sconsiderata è solo uno dei tanti modi di pianificare l’economia del mondo moderno. Senza parlare poi dell’obsolescenza pianificata, un modo di progettare i prodotti in modo da renderli potenti a livello comunicativo, ma assai sensibili a mutazioni nella moda e nell’immaginario collettivo dei consumatori. Tale obsolescenza può essere impostata in due modi, a seconda del tipo di prodotto e del tipo di mercato:

Un’obsolescenza strategica:

È quando al prodotto vengono attribuite caratteristiche tanto uniche quanto effimere, è il caso del mercato della moda dove nuove collezioni rimpiazzano vecchie collezioni a distanza di poche stagioni. È anche il caso di prodotti che di per sé potrebbero essere molto durevoli in quanto poco associati ad un utilizzo “sociale”, ad esempio un tavolo di truciolato dipinto di verde comprato all’IKEA per 9,99 eur. Non trovate che in molti casi il prezzo basso finisca per costituire un messaggio latente che induca i consumatori a categorizzarlo come prodotto “usa e getta”?

Un’obsolescenza tecnico-strutturale:

È il caso di quei prodotti dotati di caratteristiche tecniche che in qualche modo finiscono per incidere sull’accesso ad una risorsa o ad una tecnologia. È il caso di telefoni cellulari, smartphones, palmari e netbooks che in qualche caso potrebbero risultare obsoleti anche a pochi mesi dall’acquisto.

Per utilizzare il software X è necessario avere installato sulla propria macchina un sistema operativo a 64 bit. Molti individui basano il loro business sul software X, saranno quindi portati a sostituire la propria periferica pur non avendone un vero e proprio bisogno. Senza parlare poi delle barriere hardware: nel video c’è un esempio di come il più delle volte sia solo un piccolo chip a sancire la sostituzione di una scheda madre per il proprio pc, un chip che (lo dico solo a titolo d’esempio) permetta alle schede video di ultima generazione di comunicare correttamente con il resto dei componenti.

Ecco l’articolo di un blogger che definisce tecnofobia una realtà come l’obsolescenza pianificata e farneticazioni le osservazioni contenute in “story of stuff”. Su internet c’è libertà di parola, è giusto così, ma in alcuni casi si rasenta una vera e propria apologia di dottrine neo-positiviste che invogliano a credere che la natura si pieghi all’uomo e alle sue regole. In tutti i casi. Utilizzare le siringhe monouso come esempio della non-esistenza di un’obsolescenza pianificata mi sembra piuttosto fuori luogo.

  1. La versione sottotitolata in italiano è divisa in 3 parti di circa 7-8 minuti l’una per una durata complessiva di 22 minuti circa.
  2. Nel video si fa riferimento a un ipotetico produttore di contenitori per aranciata, è ovvio che ci si riferisce ai contenitori multimateriale di tetrapack.
10 2009

Il nostro mega presidente Silvio Berlusconi ha motivato parte dei suoi viaggi tra le nuvole dicendo che in aria si sono tenute delle vere e proprie riunioni creative in merito alla creazione di un nuovo marchio per il made in italy, appunto Magic Italy.

C’è gia un acceso dibattito tra i designer italiani sulla qualità di suddetto marchio, con domande al seguito rivolte al nostro premier.

In effetti appare sconcertante la povertà di idee che permea suddetto logo, che se vogliamo sembra schierarsi apertamente contro le più trite regole del design di identità visive, prima tra tutte quella secondo la quale sarebbe opportuno rendere il marchio altamente declinabile e riproducibile su più supporti, lasciando perdere effetti palesemente bitmap come quelli che si possono creare con photoshop. Parlo di ombre, bagliori interni ed esterni, rilievi, etc. La social designzine curata da aiap, SDZ, ne parla come un “Teatro campionario di effetti di photoshop.

Il logo, orfano d'autore, la cui realizzazione è stata seguita personalmente dal nostro premierone

Il logo, orfano d'autore, la cui realizzazione è stata seguita personalmente dal nostro premierone

Per quanto riguarda la mia riflessione sulla comunicazione invece, mi sento di essere più duro: l’italia è annoverata in assoluto tra i paesi che più di altri traducono la produzione culturale proveniente dall’estero, riadattandola al proprio contesto e ai propri modi di dire1. In questo caso si è fatta un’eccezione, perché per portare fuori dall’italia il concetto di made in italy si è scelto di veicolare tale messaggio adoperando la lingua inglese. Magic Italy, e non Magica Italia.

A seguire il video di presentazione di tale marchio all’interno del TG4 ad opera della nostra ministra per il turismo Michela Brambilla.

http://www.vimeo.com/5081799
  1. Basti pensare al fatto che siamo uno tra i paesi che traduce tutta la produzione estera nei campi della cinematografia e dell’animazione
8 2009

Si ringrazia Rossella Nero per l’immagine utilizzata per l’esempio. L’immagine di sopra è stata ottenuta con una tecnica molto semplice:

1. Contrastate in maniera elevata l’immagine di partenza attraverso il pannello Image > Adjustments > Brightness/Contrast, regolando l’immagine in maniera che la differenza tra aree luminose ed aree scure risulti accentuata limitando di molto il livello di dettaglio dell’immagine;

2. Convertite in scala di grigi Image > Method > Grayscale, poi in bitmap (Image > Method > Bitmap)) scegliendo il metodo Halftone;

3. Selezionare un tipo di punto rotondo (circle), dopodiché scegliere un valore molto basso per la frequenza dei punti che dovranno essere rotondi. Attribuire ad essi un’inclinazione tra i 10° e i 20°;

4. Con lo strumento bacchetta magica, impostate la tolleranza a 1 se l’immagine lo consente, o comunque a un valore molto basso (più o meno tra 1 e 10). Selezionate il bianco e cancellatelo, dopodiché salvate la selezione e assegnatele un nome;

5. Create 3 livelli nuovi, ognuno contenente la selezione che abbiamo salvato riempita rispettivamente con (dall’alto verso il basso): ciano 100%, magenta 100% e giallo 100%;

6. Settate le opzioni di fusione livello su moltiplica e rendete invisibile il livello nero di partenza. Se tutto è andato bene l’immagine dovrà essere interamente nera;

7. Decentrate ciascuno dei tre livelli a piacimento con i tasti di direzione per creare l’effetto fuori registro dei contorni;

8. Create un fondo a piacere.

Qui un esempio nel dettaglio dell'immagine utilizzata per il tutorial.

Qui un esempio nel dettaglio dell'immagine utilizzata per il tutorial.

18 2009
Televisione e lavatrice

Televisione e lavatrice

In questi giorni mi sembra utile riflettere attentamente sulle parole del maggior studioso di fenomeni mediatici che abbiamo in italia.

In che misura la televisione ha contribuito alla superficialità dell’italiano attuale? Chi ha fatto in modo che quest’uomo si accontentasse della pochezza della sua attuale situazione politica nei confronti dell’europa e del mondo? Siamo sicuri che la televisione sia un elettrodomestico come tutti anche se la si compra in un centro commerciale tra lavatrici e aspirapolvere?

Proviamo a riflettere un po’ su queste considerazioni del 1966:

L’uomo circuito dai mass media è in fondo, fra tutti i suoi simili, il più rispettato: non gli si chiede mai di diventare che ciò che egli è già. In altre parole gli vengono provocati desideri studiati sulla falsariga delle sue tendenze. Tuttavia, poiché uno dei compensi narcotici a cui ha diritto è l’evasione nel sogno, gli vengono presentati di solito degli ideali tra lui e i quali si possa stabilire una tensione. per togliergli ogni responsabilità si provvede però a far sì che questi ideali siano di fatto irraggiungibili, in modo che la tensione si risolva in una proiezione e non in una serie di operazioni effettive volte a modificare lo stato delle cose1.

Considerazioni formulate appena una decina di anni dalla nascita del mezzo televisivo, oggi tremendamente attuali a più di quarant’anni di distanza. A parte alimentare l’opposizione storica tra chi crede che l’uomo esposto alla tv si ponga in maniera critica e chi invece lo vede come un bersaglio passivo sottoposto a bombardamento mediatico2, queste parole dovrebbero servire soprattutto a fornire una chiave di lettura dell’attuale stato di torpore e superficialità di cui è permeata oggi l’italia.

Nel mio caso, ogni volta che le rileggo mi piombano in mente le immagini del Grande Fratello, mi viene in mente Maria De Filippi e mi forniscono una chiave di lettura per interpretare lo strano caso dei reality show, di Vallettopoli e dell’evidente ascesa a mito pubblico di Fabrizio Corona.

Io sono molto preoccupato, la mia domanda è: Dove stiamo andando a finire?

  1. U. ECO, Diario minimo, Mondadori, 1966
  2. U. ECO, Apocalittici e integrati: comunicazioni di massa e teoria della cultura di massa, Bompiani, 1964
11 2009