Articoli di Luglio 2008

30 2008

Il genio

Il geniale duo proveniente dal Salento, esportato come al solito nel gelido nord (mica poi così tanto freddo) esce con un album d’esordio molto molto carino. In generale suona come Baustelle, Blonde Redhead, come loro ci regala sensazioni di boulevard parigini e generose dosi di eccentricità e nichilismo decadente.

Senz’altro da seguire.

Lei poi è fantastica.

Il primo video del duo che mi è capitato di vedere è pop porno, canzone che giocando su un meccanismo di assimilazione fonetica parla dei problemi che possono sussistere tra uomo e donna all’interno di una coppia, tra questi il porno: fucina creativa o depredatore di fantasie sessuali per l’uomo?

Il genio

Alessandra Contini: Vox bass ; Gianluca De Rubertis: guitar key, piano & synth, Vox

Il genio su MySpace

Il genio - Tracklist

  1. Le Bugie Di François
  2. Non E’ Possibile
  3. Pop Porno
  4. Applique
  5. Tutto E’ Come Sei Tu
  6. A Questo Punto
  7. Gli Eroi Del Kung Fu
  8. L’Orrore
  9. Fortuna E’ Sera
  10. Povera Stella
  11. La Pathétique
  12. Una Giapponese A Roma

Pop porno

24 2008

Un rifiuto o un rottame, rappresenta per la società un costo ambientale che negli anni si è preferito a mio avviso “volutamente” non tenere in conto in sede del calcolo del prezzo di un prodotto. Se si volesse considerare quest’aspetto probabilmente una pendrive costerebbe non 5 euro, ma 50 euro; non oso immaginare un piatto di plastica: probabilmente costerebbe di meno utilizzare un piatto di vetro di Murano monouso. I rifiuti sono quindi prodotti sociali e, eventualmente, vale anche per loro lo stesso discorso fatto per l’iPhone o per il celebre spremiagrumi di Alessi in sede di un dibattito sull’intersoggettività e sull’interoggettività di un oggetto sociale.

Per quanto riguarda alcuni comuni della provincia di Napoli e di Caserta è possibile - finanche opportuno allo stato attuale - parlare del valore interoggettivo di un cumulo di immondizia.

Mi sembra dunque giusto affermare che il rifiuto nella nostra società possegga un valore estetico:

La nostra è la società della rottamazione: il nuovo sostituisce in tempi sempre più brevi il vecchio che, immancabilmente, finisce in una discarica, nella pattumiera, nel dimenticatoio e così via… Appare sempre più evidente che gli scarti materiali, i rifiuti, i rottami che accumuliamo ci stanno assediando, ma secondo Ave Appiano siamo talmente assuefatti all’estetica del rottame che non siamo nemmeno più in grado di percepirla come tale. […]

La discarica come luogo di abbandono di rifiuti per non si sa quale fine è un concetto che, appartiene all’umanità da millenni, probabilmente fin dalle sue origini preistoriche. Agli albori della civiltà, l’uomo preistorico abbandonava nelle grotte i residui ossei dei pasti insieme ai resti del fuoco. Un po’ più tardi, negli insediamenti protostorici dell’età del Bronzo e dell’età del Ferro, i rifiuti venivano gettati negli anfratti naturali, come dimostra la presenza di imponenti discariche della media età del Bronzo nella necropoli di Vollein (comune di Quart, Valle D’Aosta). Ancora più tardi, nell’antica Roma, le anfore olearie rotte, venivano accantonate in un unico posto che attualmente figura come luogo turistico: Il monte dei cocci o monte Testaccio.

Bisogna anche dire che nell’antichità sono state trovate anche forme - seppur secondarie - di riciclaggio, come la trasformazione di residui fittili in cocciopesto, un prodotto di largo uso presso i romani, e il riutilizzo delle anfore in eccedenza all’interno di strutture di drenaggio e nei sistemi di deumidificazione.

Tornando a Napoli…

Non sapevo che qualcuno avesse chiesto al nostro amato ministro per i beni e le attività culturali, Sig. Bondi, una mostra d’arte a Napoli su un problema di cui questa città rappresenta l’avanguardia, l’inizio: La gestione dei rifiuti.

Perché al contrario di quello che molti credono e di quello che la televisione mostra ogni giorno agli occhi dei poveri cittadini Italiani, l’immondizia non è Napoli. Napoli è solo l’avanguardia di un problema di tutta l’umanità, ben più radicato negli anni, ma che i mass media hanno deciso di inserire nella loro agenda solo da qualche anno.

Quello della gestione dei rifiuti - come abbiamo visto poco fa per i preistorici e per i Romani - è un problema che riguarda l’umanità da millenni, in maniera ancor più rapida e turbolenta da quando l’economia mondiale ha cominciato a basarsi totalmente sul petrolio e sui suoi derivati. Giusto per capire la portata del problema, basti constatare che nel 1997, un marinaio statunitense chiamato Charles Moore scoprì un enorme discarica d’immondizia nel pieno dell’oceano pacifico, provocata da una serie di correnti. Le discariche a cielo aperto (e a mare aperto) diventano sempre più numerose su tutto il globo e, di fronte ad alcune realtà, persino l’incriminata Napoli impallidirebbe timidamente.

A parte quindi le opere d’arte che potrebbero venire esposte all’interno di un’eventuale mostra sul rifiuto e sul rottame, è possibile notare che oggi la ricerca estetica parte dal basso. L’avanguardia artistica è internet, un media che con l’avvento della rivoluzione digitale è alla portata di (quasi) tutti, coinvolgendo professionisti e non nell’esplorazione del concetto di rifiuto, alla ricerca di tracce estetiche e di nuove modalità espressive.

Sarcasmo e ironia.

Trip

munnezz

A' munnezz'

munnezz!

Il desktop di Bassolino

Inquadratura, cromatismi.

DSC_5543

Io, rifiuto.

DSC_5549

Napule è mille colure (Napoli)

Trash

United Color of Munnezz!!! di leoneddy on Flickr

Funicolare....degrado....con tristezza Napoli di rosacelo on Flickr

A munnezz’/Rubbish!eXp di agoinunpagliaio on Flickr

Sublime e orrido.

COLOSSEUM

Cilento bello. Tramonto e immondizia

salento, natura morta a due passi da lecce

Without words n. 3 di Lulazzo on Flickr

Ritorno al passato remoto.

The last days of Pompeii  - Munnezz'

Riconversione semantica.

Nuovi Cassonetti a Napoli

Contraddizioni.

passeggio libero di bimbi con sacchetti di munnezz

profumo di Napoli

Buon 2008!

Garbage picker wearing Donna Karan

Pessimismo.

Napoli nel 2010 by francko76 on Flickr

Vittoria della natura sul rifiuto.

Nature Fights the "Munnezz"

15 2008

HP - Guerrilla Printing 1 HP - Guerrilla Printing 2

Eccezionale campagna di Urban Marketing da parte di HP. Inserire in paesaggi urbani un installazione che simula uno strappo su un foglio stampato. Ovviamente il foglio stampato non è altro che il paesaggio stesso, tant’è che su uno dei fogli strappati il testo pubblicitario recita:

Reality, reproduced.

Semplice e geniale.

Queste pubblicità sono state installate in posizioni strategiche, contraddistinte da un panorama a impatto o comunque da uno scenario per così dire “avvenente”, in modo da rendere ancora piu evidente l’illusione che ci si trovi di fronte ad uno stampato. Quindi anche parchi cittadini immersi nel verde tra alberi, panchine e ruscelli. Nulla di male insomma, soprattutto se si pensa che HP sembra essere un’azienda impegnata a voler assumere lo status di “Azienda ecosostenibile”.

10 2008

The Fratellis

La banda Fratelli (mi ricorda molto quel film per bambini, come si chiama… “The Goonies” ecco!) esce con un nuovo album, Here We Stand. Suonano molto più dolci, le melodie diventano molto più orecchiabili e perdono in gran parte quella carica aggressiva molto scozzese e quella spensieratezza presente in Costello Music. Brani gonfi di spensieratezza tardo-adolescenziale come Chelsea Dagger, Baby Fratelli ed Henrietta vanno sfumando in pezzi molto più dolci e riflessivi come Babydoll, le cui sonorità mi ricordano i primi Libertines e un gruppo emergente Romano, i Daylight.

Listen

Nel complesso un album che si fa ascoltare con piacere, nulla a che vedere con il primo, ma si sa, le cose belle non si ripetono mai più di una volta. Non farà ballare nei djset notturno-adolescenziali nei pub, non farà scuotere la testa a destra e sinistra ma si farà ascoltare con piacere in auto o mentre si è sotto la doccia. E poi non dimentichiamo che non stiamo parlando più di indie-rock tout-court: i Fratellis ormai sono prodotti da una major. E si sente…

“Non ci sentiamo indie, siamo sotto contratto con una Major… Il nostro stile musicale è semplicemente rock ‘n’ roll”

Here we stand - tracklist:

  1. My Friend John
  2. A Heady Tale
  3. Shameless
  4. Look Out Sunshine
  5. Straggler’s Moon
  6. Mistress Mabel
  7. Jesus Stole My Baby
  8. Baby Doll
  9. Tell Me A Lie
  10. Acid Jazz Singer
  11. Lupe Brown
  12. Milk & Money