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	<title>Commenti a: Rinchiusi nella torre d&#8217;avorio</title>
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	<description>blog di andrea paraggio</description>
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		<title>Di: mary</title>
		<link>http://www.andreaparaggio.com/blog/2008/09/17/rinchiusi-nella-torre-avorio/comment-page-1/#comment-17140</link>
		<dc:creator>mary</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 19:39:25 +0000</pubDate>
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		<description>Dio mio quanto hai ragione...!condivido in pieno.
Mi trovo ad affrontare l&#039;eleborazione della tesi e mai come in questo momento prima d&#039;ora, mi ero resa conto di quanto i professori e i loro assistenti, guardano noi studenti dall&#039;alto in basso! proprio oggi ho discusso con la prof. a proposito dei siti internet.. e la cosa peggiore è che devo starmene zitta, sopportando le sue turbe, altrimenti rischio di non discutere la tesi!!
ma che fine ha fatto il famoso senso critico, la capacità di confrontarsi e di mettersi in gioco di cui ci parlano sempre!!!
la verità è che predicano bene, ma.......</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dio mio quanto hai ragione&#8230;!condivido in pieno.<br />
Mi trovo ad affrontare l&#8217;eleborazione della tesi e mai come in questo momento prima d&#8217;ora, mi ero resa conto di quanto i professori e i loro assistenti, guardano noi studenti dall&#8217;alto in basso! proprio oggi ho discusso con la prof. a proposito dei siti internet.. e la cosa peggiore è che devo starmene zitta, sopportando le sue turbe, altrimenti rischio di non discutere la tesi!!<br />
ma che fine ha fatto il famoso senso critico, la capacità di confrontarsi e di mettersi in gioco di cui ci parlano sempre!!!<br />
la verità è che predicano bene, ma&#8230;&#8230;.</p>
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		<title>Di: nicolò</title>
		<link>http://www.andreaparaggio.com/blog/2008/09/17/rinchiusi-nella-torre-avorio/comment-page-1/#comment-17137</link>
		<dc:creator>nicolò</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 10:26:32 +0000</pubDate>
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		<description>per ragioni generazionali questi professoni hanno fatto o sono stati parte del mitico sessantotto ed è stupefacente che abbiano conservato strutture mentali e culturali di natura fascistizzanti &quot;il valore della gerarchia fascista&quot;, fondati sul privilegio parassitario - i dati ci dicono che le università italiane sono mal ridotte a tal punto da non poter essere nemmeno citate nelle classifiche mondiali -; questo ci dice che il sessantotto è stato fondamentalmente un fenomeno sociale sovrastrutturale e che essendo rimaste intatte le strutture sociali ed economiche hanno avuto modo di fagocitare gli stessi protagonidti di quel movimento; un sindacato degli studenti, in grado di inchiodare i &quot;baroni&quot; alle loro irresponsabilità, con un lavoro di denuncia capillare e quotidiano scuoterebbe più di cento moccupazioni le un iversità; le uniche strutture sociali che si riesce a riprodurre in italia sono quelle clericali, fortemente autoreferenziali perchè la legittimazione gli proviene dall&#039;Alto dei cieli;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>per ragioni generazionali questi professoni hanno fatto o sono stati parte del mitico sessantotto ed è stupefacente che abbiano conservato strutture mentali e culturali di natura fascistizzanti &#8220;il valore della gerarchia fascista&#8221;, fondati sul privilegio parassitario &#8211; i dati ci dicono che le università italiane sono mal ridotte a tal punto da non poter essere nemmeno citate nelle classifiche mondiali -; questo ci dice che il sessantotto è stato fondamentalmente un fenomeno sociale sovrastrutturale e che essendo rimaste intatte le strutture sociali ed economiche hanno avuto modo di fagocitare gli stessi protagonidti di quel movimento; un sindacato degli studenti, in grado di inchiodare i &#8220;baroni&#8221; alle loro irresponsabilità, con un lavoro di denuncia capillare e quotidiano scuoterebbe più di cento moccupazioni le un iversità; le uniche strutture sociali che si riesce a riprodurre in italia sono quelle clericali, fortemente autoreferenziali perchè la legittimazione gli proviene dall&#8217;Alto dei cieli;</p>
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		<title>Di: AndreaP</title>
		<link>http://www.andreaparaggio.com/blog/2008/09/17/rinchiusi-nella-torre-avorio/comment-page-1/#comment-17136</link>
		<dc:creator>AndreaP</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Dec 2008 04:08:51 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Lory. Sono contenta che tu abbia letto il mio blog. Comunque sono sicuro che esistano situazioni migliori di quelle che io ho tracciato nel mio articolo, ma non puoi negare che almeno a livello di tendenza in molti atenei italiani funziona così e il baronato la fa da padrone. Anche io qui a roma sono riuscito a trovare docenti giovani che seguono i propri alunni utilizzando canali innovativi come ad esempio facebook, ma sono comunque molto rari rispetto alla maggioranza. Per quanto riguarda la ricerca nelle materie scientifiche come la tua, l&#039;utilizzo di canali &quot;altri&quot; rispetto alla tradizionale aula non solo è fortemente auspicabile, ma a tratti anche necessario. Ti invito a ripassare sul mio blog ogni tanto, il tuo intervento è sempre gradito. Un bacio. Andrea</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Lory. Sono contenta che tu abbia letto il mio blog. Comunque sono sicuro che esistano situazioni migliori di quelle che io ho tracciato nel mio articolo, ma non puoi negare che almeno a livello di tendenza in molti atenei italiani funziona così e il baronato la fa da padrone. Anche io qui a roma sono riuscito a trovare docenti giovani che seguono i propri alunni utilizzando canali innovativi come ad esempio facebook, ma sono comunque molto rari rispetto alla maggioranza. Per quanto riguarda la ricerca nelle materie scientifiche come la tua, l&#8217;utilizzo di canali &#8220;altri&#8221; rispetto alla tradizionale aula non solo è fortemente auspicabile, ma a tratti anche necessario. Ti invito a ripassare sul mio blog ogni tanto, il tuo intervento è sempre gradito. Un bacio. Andrea</p>
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		<title>Di: Loredana</title>
		<link>http://www.andreaparaggio.com/blog/2008/09/17/rinchiusi-nella-torre-avorio/comment-page-1/#comment-16108</link>
		<dc:creator>Loredana</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Dec 2008 21:29:55 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Andrea,
ho appena letto le tue considerazioni che in parte condivido. Tuttavia voglio che tu sappia ( ma magari lo sai già) che ci sono delle eccezioni allo scenario che tu descrivi. Io mi sono laureata in Chimica a Salerno e, anche se tale corso di laurea è lungi dall&#039;essere un corso modello, posso assicurarti che i prof., i ricercatori, gli assegnisti sono perfettamente in grado di utilizzare la rete e tutti i nuovi modi di comunicare. Io comunico con la ricercatrice con la quale lavoro via skype, ho contatti fcb di ricercatori e prof e, fin da quando ero una studentessa del primo anno, non ho mai avuto difficoltà a comunicare via e-mail con i docenti. L&#039;ho fatto per chiedere spiegazioni, per concordare date di appelli, per comunicare eventuali problemi di raggiungimento della sede accademica a causa di scoperi dei bus. Molti docenti comunicano eventuali assenze o ritardi ed inviano dispense o altro materiale. Alcuni hanno creato delle piattaforme di scambio, dove si possono trovare riferimenti bibliografici alle singole lezioni e materiale supplementare.
Credo tutto ciò sia causato anche dall&#039;esiguo numero dei discenti che permette un rapporto più diretto ma anche da una diversa mentalità che è alla base delle facoltà scientifiche.
Proprio in questi giorni sto leggendo un libro su Edoardo Amaldi, uno dei fisici che faceva parte del gruppo di via Panisperna, già docente negli anni a cavallo della seconda guerra mondiale. Ebbene, egli già comunicava in modo diretto con i suoi allievi via posta, sia in merito a questioni scientifiche che in merito a questioni puramente organizzative, a testimonianza di un rapporto non di autorità ma di stima reciproca.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Andrea,<br />
ho appena letto le tue considerazioni che in parte condivido. Tuttavia voglio che tu sappia ( ma magari lo sai già) che ci sono delle eccezioni allo scenario che tu descrivi. Io mi sono laureata in Chimica a Salerno e, anche se tale corso di laurea è lungi dall&#8217;essere un corso modello, posso assicurarti che i prof., i ricercatori, gli assegnisti sono perfettamente in grado di utilizzare la rete e tutti i nuovi modi di comunicare. Io comunico con la ricercatrice con la quale lavoro via skype, ho contatti fcb di ricercatori e prof e, fin da quando ero una studentessa del primo anno, non ho mai avuto difficoltà a comunicare via e-mail con i docenti. L&#8217;ho fatto per chiedere spiegazioni, per concordare date di appelli, per comunicare eventuali problemi di raggiungimento della sede accademica a causa di scoperi dei bus. Molti docenti comunicano eventuali assenze o ritardi ed inviano dispense o altro materiale. Alcuni hanno creato delle piattaforme di scambio, dove si possono trovare riferimenti bibliografici alle singole lezioni e materiale supplementare.<br />
Credo tutto ciò sia causato anche dall&#8217;esiguo numero dei discenti che permette un rapporto più diretto ma anche da una diversa mentalità che è alla base delle facoltà scientifiche.<br />
Proprio in questi giorni sto leggendo un libro su Edoardo Amaldi, uno dei fisici che faceva parte del gruppo di via Panisperna, già docente negli anni a cavallo della seconda guerra mondiale. Ebbene, egli già comunicava in modo diretto con i suoi allievi via posta, sia in merito a questioni scientifiche che in merito a questioni puramente organizzative, a testimonianza di un rapporto non di autorità ma di stima reciproca.</p>
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