4 2009

Why Not Associates

Parto subito col dire che sui Why not associates si trova pochissimo materiale scritto. Questo quasi a ribadire lo spiccato orientamento di quest’agenzia alla “comunicazione per immagini” più che per parole. E anche quando si tratta di “testo”, nel caso dell’agenzia londinese questo va “visto” e non letto.

Mi affiderò quindi alle poche righe e alle molte immagini trovate sul loro sito ufficiale1 per scrivere questo piccolo contributo sui designer forse più sperimentali del panorama che va dalla fine degli anni ‘80 ai giorni attuali.

Biografia

Dietro il successo di Why not associates troviamo le menti di David Ellis e Andrew Altman che fondano l’agenzia subito dopo aver conseguito una laurea al St. Martins College of Art a Londra. Ben presto diventeranno un’agenzia di respiro globale che ad oggi annovera tra i suoi clienti importanti multinazionali2ed enti governativi, ma anche piccole comunità con progetti di piccolo respiro, rivolti soprattutto, come vedremo, all’environmental typography.

In circa venti anni di attività, l’agenzia si è trovata a spaziare dallo studio dell’immagine coordinata alla stampa di libri; dall’elaborazione di concept per video, alle installazioni urbane. Una frase emblematica in cui i WNA amano racchiudere tutta la loro mission è la seguente:

We’re not afraid to run through a dark room with an arm full of lighted fireworks. Fingers grow back, and great work lasts forever.3

Lo scenario della type deconstruction

Come gia affrontato nel mio lavoro su Adrian Frutiger, gli anni ‘80 segnano la fine della tipografia tradizionale e l’avvento della tipografia digitale. Da quel momento per realizzare un carattere tipografico non c’è più bisogno di fondere piombo4, ma di disegnare al computer con l’ausilio di uno o più software.

Screenshot video per virgin 1

In questi anni assistiamo al declino della tipografia tradizionale e con essa alcuni principi della scuola tipografica svizzera, primi tra tutti l’inviolabilità storica della “leggibilità” e la coerenza strutturale e armonica dell’impaginato.

È attorno a magazine come Emigre e Octavo che giovani designer5 sperimentano caratteri, più o meno leggibili. Molta di questa sperimentazione avviene partendo da una “decostruzione” di caratteri della tradizione, sia lineari che serif, alterandone la struttura, in particolar modo manipolando la larghezza e la lunghezza delle aste e dei tratti terminali, la linearità dei contorni.

Ispirazioni

Se è valido il principio secondo cui nulla si crea nulla si distrugge, ma tutto si ricicla6, allora è vero che gran parte dei lavori dei WNA vanno a collocarsi a livello stilistico nel filone della Type Deconstruction e della Next Wave. Ma è anche vero che molte delle loro realizzazioni, soprattutto le installazioni di public art, pagano un tributo alle officine dell’Arts and crafts per quanto riguarda l’approccio al lavoro in generale e, in particolare, per il profondo interesse che nutrono per l’artigianato e le arti squisitamente manuali come ad esempio l’incisione, la scultura, la tornitura etc.

Typographic tree columns by G. Young & Why Not Associates

Questa loro matrice artigianale li ha portati, in molti casi, a scegliere i materiali e i supporti più disparati per confezionare i loro lavori, ricorrendo in alcuni casi a proficue collaborazioni con professionisti di settori completamente diversi.

È il caso del lavoro che più recentemente li sta vedendo coinvolti, le Typographic Tree Columns create in collaborazione con Gordon Young7 per l’allestimento della Crawley Library nel West Sussex.

Gordon Young at work

Tratti caratteristici e lavori principali

Lo stile dei WNA è un mix di stilemi e linguaggi moderni veicolati utilizzando talvolta materiali tradizionali come la carta, altre volte presi in prestito da ambiti artistici completamente diversi. È il caso del legno, del metallo, della pietra, della pellicola.

La tendenza è un po’ quella comune a tutti i deconstructors, ossia quella di smantellare strutture precostituite:

  1. smantellamento dei tradizionali percorsi di lettura;
  2. fusione e commistione di due parti della pagina (immagine e testo) tenute tradizionalmente separate;
  3. eliminazione e modifica di parti ridondanti dei caratteri tipografici tradizionali;
  4. assunzione da parte del testo dell’immagine/colore di fondo;
  5. copertura volontaria di parti di testo;

Apocalypse by Why Not Associates

Book cover for J. Germain by Why Not Associates

Book from why not associates

The Unseen Gaza, videotipografia

I WNA hanno contribuito alla realizzazione di molti video, sia di carattere promozionale che istituzionale. Memorabili i video realizzati per Virgin (vedi fig. 2 e 3) e, ultimamente, quello che ha promosso il documentario sulla striscia di Gaza andato in onda sulla BBC. È nudo e crudo a tal punto che sul fondo scorrono immagini del conflitto, coperte da un rettangolo di volta in volta bianco o nero in cui scorre il testo pronunciato dallo speaker.

Niente di particolare se non fosse per il fatto che il testo appare solo per frazioni di secondo allo spettatore dopodiché viene coperto da una striscia nera che ne lascia intravedere solo alcuni tratti. Un meccanismo teso a sottolineare il titolo del documentario, The unseen Gaza.

Il risultato è la creazione di una certa difficoltà nella lettura, nella visione e, di conseguenza, nell’ascolto del messaggio.

Tutto ciò fa sì che lo spettatore venga preso da una sensazione di “sgomento” per aver capito qualcosa attraverso la difficoltà di fruizione dello stesso messaggio.

The unseen gaza trailer by Why Not Associates

Public Art

The Walk of Art by why not associates

Molto interessanti gli interventi di public art realizzati dallo studio londinese. In questo senso la tipografia viene utilizzata per creare dei percorsi narrativi interattivi ed esperienze nuove di percezione dei luoghi pubblici.

In alcuni casi vengono create delle vere e proprie metafore urbano-visive, come nel caso di The walk of art, la stradina di acciaio di oltre 100 metri che porta all’entrata dello Yorkshire Sculpture Park, su cui sono incisi a laser i nomi degli oltre 5000 visitatori che hanno donato una somma alla fondazione.

  1. www.whynotassociates.com
  2. Un esempio tra tutti: la Nike
  3. La frase significa letteralmente: “non abbiamo paura di correre per una stanza scura con una mano piena di petardi accesi. I polpastrelli ricrescono e un grande lavoro dura in eterno”.
  4. In realtà la fine dell’era metal è da rintracciare in un’altra tecnologia ancora precedente: la fotocomposizione tipografica.
  5. Nel contesto britannico ricordiamo almeno due nomi: J. Barnbrook con i suoi virus fonts; Neville Brody con i suoi Arcade, Industria e FF Dirty.
  6. Principio di Lavoisier mutuato e riadattato dalla chimica: nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma.ideale per una biblioteca, vissuta da tutti come il regno della parola scritta, letta e tramandata.
  7. Gordon Young è un public artist di fama internazionale. Con i WNA ha firmato diverse collaborazioni. Per ammirarne le opere

Why Not Associates. Artigianato visivo e allucinazioni tipografiche., scritto il 4-03-2009 da AndreaP.
Articolo sotto licenza Creative Commons: "Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia"
Permalink: http://www.andreaparaggio.com/blog/2009/03/04/why-not-associates-artigianato-visivo-e-allucinazioni-tipografiche/

2 Commenti

  1. carlo

    ciao, ho scoperto oggi il tuo blog e lo trovo molto interessante, sono arrivato qui tramite il post su frutiger e sono stato rapito dal lavoro dei ‘why not associates’.
    proprio su di loro avrei una domanda a cui tu forse potrai rispondere.
    Sono appassionato di grafica e tipografia, ma non da molto, quindi passo in pratica la mia giornata a raccogliere informazioni e cerco di imparare il più possibile.
    Ho notato che nei lavori dei WNA viene utilizzato spesso un carattere che trovo molto piacevole, lo si può chiaramente vedere in molti video e ad esempio qui: http://www.whynotassociates.com/en/rothko/02.php

    mi sai dire che carattere è?

    ho cercato di contattarti ma il link ‘contact’ a fondo pagina manda alla 404, quindi mi sono permesso di utilizzare il canale dei commenti per comunicare.

    Grazie e complimenti per il blog!

    PS: ho visto che leggi indieforbunnies.. io scrivo lì, sono ‘fleo’ ;)

  2. AndreaP

    Grazie dei complimenti, li rigiro prontamente a voi di indieforbunnies per il vostro lavoro. Per quanto riguarda il carattere di cui parli, non so ancora di che carattere si tratta. Potrebbe trattarsi di una stondatura di un carattere noto. Appena torno all’uni proverò a chiedere ai miei professori, vedrò loro cosa dicono. Ti farò sapere :-) P.S provvedo subito alla creazione della pagina di contatto. saluti, andrea

Scrivi un commento