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	<title>.cronache.di.un.pigro &#187; Inquinamento</title>
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		<title>La verità sul Cap &amp; Trade</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 16:09:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AndreaP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia ecosostenibile]]></category>
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		<description><![CDATA[Siamo pronti a una nuova presa in giro globale?


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo pronti a una nuova presa in giro globale?</p>
<p><iframe src="http://dotsub.com/media/73d475cd-2d90-416b-857b-6c84ecfd0589/e/l/ita" frameborder="0" width="480" height="392"></iframe></p>
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		<title>La storia della roba</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 00:49:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AndreaP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Un video che con una scioccante semplicità mostra i risvolti di un&#8217;economia interamente basata sul consumo smodato di beni. Purtroppo in italiano esiste solo sottotitolato, ma per chi ha la fortuna di capire l&#8217;inglese parlato, il progetto &#8220;Story of stuff&#8221; ha un sito, www.storyofstuff.org.
Per evidenti problemi legati alla diffamazione e simili, nel video non si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un video che con una scioccante semplicità mostra i risvolti di un&#8217;economia interamente basata sul consumo smodato di beni. Purtroppo in italiano esiste solo sottotitolato, ma per chi ha la fortuna di capire l&#8217;inglese parlato, il progetto <strong>&#8220;Story of stuff&#8221;</strong> ha un sito, <a href="http://www.storyofstuff.org/" alt ="story of stuff" target="blank">www.storyofstuff.org</a>.</p>
<p><a href="http://www.andreaparaggio.com/blog/2009/06/18/la-storia-della-roba/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Per evidenti problemi legati alla diffamazione e simili, nel video non si fanno nomi anche se alcuni riferimenti sono tutt&#8217;altro che velati.</p>
<p>È scioccante che il mondo odierno altro non è che il prodotto di un impostazione macroeconomica che ha funzionato a dovere quando si è trattato di risollevare la celebre crisi di sovrapproduzione che colpì gli stati uniti d&#8217;america agli inizi del secolo appena trascorso. Ancora più scioccante è pensare che l&#8217;orientamento dell&#8217;economia mondiale verso la produzione sconsiderata è solo uno dei tanti modi di pianificare l&#8217;economia del mondo moderno. Senza parlare poi dell&#8217;<strong>obsolescenza pianificata</strong>, un modo di progettare i prodotti in modo da renderli potenti a livello comunicativo, ma assai sensibili a mutazioni nella moda e nell&#8217;immaginario collettivo dei consumatori. Tale obsolescenza può essere impostata in due modi, a seconda del tipo di prodotto e del tipo di mercato:</p>
<h3>Un&#8217;obsolescenza strategica:</h3>
<p>È quando al prodotto vengono attribuite caratteristiche tanto uniche quanto effimere, è il caso del mercato della moda dove nuove collezioni rimpiazzano vecchie collezioni a distanza di poche stagioni. È anche il caso di prodotti che di per sé potrebbero essere molto durevoli in quanto poco associati ad un utilizzo &#8220;sociale&#8221;, ad esempio un tavolo di truciolato dipinto di verde comprato all&#8217;IKEA per 9,99 eur. Non trovate che in molti casi il <strong>prezzo basso</strong> finisca per costituire un messaggio latente che induca i consumatori a categorizzarlo come prodotto &#8220;usa e getta&#8221;?</p>
<h3>Un&#8217;obsolescenza tecnico-strutturale:</h3>
<p>È il caso di quei prodotti dotati di caratteristiche tecniche che in qualche modo finiscono per incidere sull&#8217;<strong>accesso</strong> ad una risorsa o ad una tecnologia. È il caso di telefoni cellulari, smartphones, palmari e netbooks che in qualche caso potrebbero risultare obsoleti anche a pochi mesi dall&#8217;acquisto.</p>
<p>Per utilizzare il software <strong>X</strong> è necessario avere installato sulla propria macchina un sistema operativo a 64 bit. Molti individui basano il loro business sul software <strong>X</strong>, saranno quindi portati a sostituire la propria periferica pur non avendone un vero e proprio bisogno. Senza parlare poi delle barriere hardware: nel video c&#8217;è un esempio di come il più delle volte sia solo un piccolo chip a sancire la sostituzione di una scheda madre per il proprio pc, un chip che (lo dico solo a titolo d&#8217;esempio) permetta alle schede video di ultima generazione di comunicare correttamente con il resto dei componenti.</p>
<p>Ecco l&#8217;<a href="http://www.pensierolibero.eu/tgeu/index.php?op=new&#038;id=590" target="blank">articolo</a> di un blogger che definisce <i>tecnofobia</i> una realtà come l&#8217;obsolescenza pianificata e <i>farneticazioni</i> le osservazioni contenute in &#8220;story of stuff&#8221;. Su internet c&#8217;è libertà di parola, è giusto così, ma in alcuni casi si rasenta una vera e propria apologia di dottrine neo-positiviste che invogliano a credere che la natura si pieghi all&#8217;uomo e alle sue regole. In tutti i casi. Utilizzare le siringhe monouso come esempio della non-esistenza di un&#8217;obsolescenza pianificata mi sembra piuttosto fuori luogo.</p>
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		<title>Per un&#8217;estetica del rifiuto</title>
		<link>http://www.andreaparaggio.com/blog/2008/07/24/per-un-estetica-del-rifiuto/</link>
		<comments>http://www.andreaparaggio.com/blog/2008/07/24/per-un-estetica-del-rifiuto/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 18:47:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AndreaP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Estetica]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Inquinamento]]></category>
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		<category><![CDATA[discarica]]></category>

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		<description><![CDATA[Un rifiuto o un rottame, rappresenta per la società un costo ambientale che negli anni si è preferito a mio avviso &#8220;volutamente&#8221; non tenere in conto in sede del calcolo del prezzo di un prodotto. Se si volesse considerare quest&#8217;aspetto probabilmente una pendrive costerebbe non 5 euro, ma 50 euro; non oso immaginare un piatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un rifiuto o un rottame, rappresenta per la società un costo ambientale che negli anni si è preferito a mio avviso &#8220;volutamente&#8221; non tenere in conto in sede del calcolo del prezzo di un prodotto. Se si volesse considerare quest&#8217;aspetto probabilmente una pendrive costerebbe non 5 euro, ma 50 euro; non oso immaginare un piatto di plastica: probabilmente costerebbe di meno utilizzare un piatto di vetro di Murano monouso. I rifiuti sono quindi prodotti sociali e, eventualmente, vale anche per loro lo stesso discorso fatto per l&#8217;iPhone o per il celebre <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2006/11/18/juicy-salif-philippe-starck.htm" alt="spremiagrumi di alessi" target="blank">spremiagrumi</a> di Alessi in sede di un dibattito sull&#8217;intersoggettività e sull&#8217;interoggettività di un oggetto sociale.</p>
<p>Per quanto riguarda alcuni comuni della provincia di Napoli e di Caserta è possibile &#8211; finanche opportuno allo stato attuale &#8211; parlare del valore interoggettivo di un cumulo di immondizia.</p>
<p>Mi sembra dunque giusto affermare che il rifiuto nella nostra società possegga un <strong>valore estetico</strong>:</p>
<blockquote><p>La nostra è la società della rottamazione: il nuovo sostituisce in tempi sempre più brevi il vecchio che, immancabilmente, finisce in una discarica, nella pattumiera, nel dimenticatoio e così via… Appare sempre più evidente che gli scarti materiali, i rifiuti, i rottami che accumuliamo ci stanno assediando, ma secondo Ave Appiano siamo talmente assuefatti all’estetica del rottame che non siamo nemmeno più in grado di percepirla come tale. [...]</p></blockquote>
<p>La discarica come <i>luogo di abbandono di rifiuti per non si sa quale fine</i> è un concetto che, appartiene all&#8217;umanità da millenni, probabilmente fin dalle sue origini preistoriche. Agli albori della civiltà, l&#8217;uomo preistorico abbandonava nelle grotte i residui ossei dei pasti insieme ai resti del fuoco. Un po&#8217; più tardi, negli insediamenti protostorici dell&#8217;età del Bronzo e dell&#8217;età del Ferro, i rifiuti venivano gettati negli anfratti naturali, come dimostra la presenza di imponenti discariche della media età del Bronzo nella necropoli di Vollein (comune di Quart, Valle D&#8217;Aosta). Ancora più tardi, nell&#8217;antica Roma, le anfore olearie rotte, venivano accantonate in un unico posto che attualmente figura come luogo turistico: <strong>Il monte dei cocci</strong> o <strong>monte Testaccio</strong>.</p>
<p>Bisogna anche dire che nell&#8217;antichità sono state trovate anche forme &#8211; seppur secondarie &#8211; di riciclaggio, come la trasformazione di residui fittili in <strong>cocciopesto</strong>, un prodotto di largo uso presso i romani, e il riutilizzo delle anfore in eccedenza all&#8217;interno di strutture di drenaggio e nei sistemi di deumidificazione.</p>
<h3>Tornando a Napoli&#8230;</h3>
<p>Non sapevo che qualcuno avesse chiesto al nostro amato ministro per i beni e le attività culturali, Sig. <strong>Bondi</strong>, una mostra d&#8217;arte a Napoli su un problema di cui questa città rappresenta l&#8217;avanguardia, l&#8217;inizio: <a href="http://www.legnostorto.com/blog/galloway/?p=182" target="blank"><strong>La gestione dei rifiuti</strong></a>.</p>
<p>Perché al contrario di quello che molti credono e di quello che la televisione mostra ogni giorno agli occhi dei poveri cittadini Italiani, <strong>l&#8217;immondizia non è Napoli</strong>. Napoli è solo l&#8217;avanguardia di un problema di tutta l&#8217;umanità, ben più radicato negli anni, ma che i mass media hanno deciso di inserire nella loro agenda solo da qualche anno.</p>
<p>Quello della gestione dei rifiuti &#8211; come abbiamo visto poco fa per i preistorici e per i Romani &#8211; è un problema che riguarda l&#8217;umanità da millenni, in maniera ancor più rapida e turbolenta da quando l&#8217;economia mondiale ha cominciato a basarsi totalmente sul petrolio e sui suoi derivati. Giusto per capire la portata del problema, basti constatare che nel <strong>1997</strong>, un marinaio statunitense chiamato <strong>Charles Moore</strong> scoprì un enorme discarica d&#8217;immondizia nel pieno dell&#8217;oceano pacifico, provocata da una serie di correnti. Le discariche a cielo aperto (e a mare aperto) diventano sempre più numerose su tutto il globo e, di fronte ad alcune realtà, persino l&#8217;incriminata Napoli impallidirebbe timidamente.</p>
<p>A parte quindi le opere d&#8217;arte che potrebbero venire esposte all&#8217;interno di un&#8217;eventuale mostra sul rifiuto e sul rottame, è possibile notare che oggi la ricerca estetica parte dal basso. L&#8217;avanguardia artistica è internet, un media che con l&#8217;avvento della rivoluzione digitale è alla portata di (quasi) tutti, coinvolgendo professionisti e non nell&#8217;esplorazione del concetto di rifiuto, alla ricerca di tracce estetiche e di nuove modalità espressive.</p>
<h3>Sarcasmo e ironia.</h3>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/famchinaski/2512751625/" title="Trip by FamChinaski, on Flickr"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3224/2512751625_b2d3982595.jpg" width="500" height="243" alt="Trip" /></a><br />
<br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/bluedeepblue/2141343486/" title="munnezz by BlueDeepBlue, on Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2257/2141343486_3be9b72e94.jpg" width="362" height="500" alt="munnezz" /></a><br />
<br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/23398312@N03/2236010811/" title="A' munnezz' by pulcinellavagabondo, on Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2266/2236010811_56c4427a8d.jpg" width="500" height="400" alt="A' munnezz'" /></a><br />
<br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/12644687@N02/2245466161/" title="munnezz! by delli76, on Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2371/2245466161_72cc92129a.jpg" width="375" height="500" alt="munnezz!" /></a><br />
<br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/dadevoti/2517391094/" title="Il desktop di Bassolino by dadevoti, on Flickr"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3095/2517391094_a7d342e00a.jpg" width="500" height="375" alt="Il desktop di Bassolino" /></a></p>
<h3>Inquadratura, cromatismi.</h3>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/lordzarcon/2188528063/" title="DSC_5543 by ...Lord Zarcon - Alessandro Zarcone, on Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2341/2188528063_31f3891c4e.jpg" width="332" height="500" alt="DSC_5543" /></a><br />
<br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/donnieland/2373682664/" title="Io, rifiuto. by 侍 Donnie 侍, on Flickr"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3276/2373682664_ef46481e52.jpg" width="500" height="333" alt="Io, rifiuto." /></a><br />
<br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/lordzarcon/2188529107/" title="DSC_5549 by ...Lord Zarcon - Alessandro Zarcone, on Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2002/2188529107_680eecf719.jpg" width="500" height="335" alt="DSC_5549" /></a><br />
<br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/paraca/2186988057/" title="Napule è mille colure (Napoli) by Stefano MinopOlympus, on Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2263/2186988057_82127153d9.jpg" width="500" height="375" alt="Napule è mille colure (Napoli)" /></a><br />
<br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/funadium/2484842480/" title="Trash by funadium, on Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2318/2484842480_e14e85ed9a.jpg" width="333" height="500" alt="Trash" /></a><br />
<br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/leoneddy/2442572733/" target="blank"><img src="http://www.andreaparaggio.com/blog/wp-content/uploads/2008/07/unitedcolorsofnapoli.jpg" alt="United Color of Munnezz!!! di leoneddy on Flickr" /></a><br />
<br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/rosacelo/2181961261/" target="blank"><img src="http://www.andreaparaggio.com/blog/wp-content/uploads/2008/07/napoli_funicolare.jpg" alt="Funicolare....degrado....con tristezza Napoli di rosacelo on Flickr" /></a><br />
<br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/agoinunpagliaio/2482904953/" target="blank"><img src="http://www.andreaparaggio.com/blog/wp-content/uploads/2008/07/napoli_munnezz.jpg" alt="A munnezz’/Rubbish!eXp di agoinunpagliaio on Flickr" /></a></p>
<h3>Sublime e orrido.</h3>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/fabbriciuse/334826784/" title="COLOSSEUM by fabbriciuse, on Flickr"><img src="http://farm1.static.flickr.com/162/334826784_9f11f92b92.jpg" width="500" height="343" alt="COLOSSEUM" /></a><br />
<br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/andreaparaggio/2697766473/" title="Cilento bello. Tramonto e immondizia by  fotoandrew , on Flickr"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3161/2697766473_3360092517.jpg" width="333" height="500" alt="Cilento bello. Tramonto e immondizia" /></a><br />
<br />
<!--<a href="http://www.flickr.com/photos/paolomargari/2469760871/" title="salento, natura morta a due passi da lecce by paolo màrgari, on Flickr"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3050/2469760871_c1b78309cb.jpg" width="500" height="333" alt="salento, natura morta a due passi da lecce" /></a><br />
<br />&#8211;><br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/lulazzo/2352060963/" target="blank"><img src="http://www.andreaparaggio.com/blog/wp-content/uploads/2008/07/withoutwords3.jpg" alt="Without words n. 3 di Lulazzo on Flickr" /></a></p>
<h3>Ritorno al passato remoto.</h3>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/28374089@N00/2158417324/" title="The last days of Pompeii  - Munnezz' by paolocasalis, on Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2266/2158417324_3f4bcb74dd.jpg" width="500" height="383" alt="The last days of Pompeii  - Munnezz'" /></a></p>
<h3>Riconversione semantica.</h3>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/22555346@N04/2223160219/" title="Nuovi Cassonetti a Napoli by cirorx, on Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2391/2223160219_b026bd56db.jpg" width="500" height="293" alt="Nuovi Cassonetti a Napoli" /></a></p>
<h3>Contraddizioni.</h3>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/ilmarechedorme/2169849439/" title="passeggio libero di bimbi con sacchetti di munnezz by ilmarechedorme, on Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2283/2169849439_c1e2bb8e02.jpg" width="500" height="375" alt="passeggio libero di bimbi con sacchetti di munnezz" /></a><br />
<br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/mrsmooth/516080317/" title="profumo di Napoli by kekkosavuoi, on Flickr"><img src="http://farm1.static.flickr.com/247/516080317_111b943d6a.jpg" width="376" height="500" alt="profumo di Napoli" /></a><br />
<br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/franciov/2153252260/" title="Buon 2008! by Franciov, on Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2168/2153252260_48d4d13598.jpg" width="500" height="373" alt="Buon 2008!" /></a><br />
<br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/juliedermansky/207471960/" title="Garbage picker wearing Donna Karan by jsdart, on Flickr"><img src="http://farm1.static.flickr.com/82/207471960_7ce0004413.jpg" width="333" height="500" alt="Garbage picker wearing Donna Karan" /></a></p>
<h3>Pessimismo.</h3>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/francko76/2636930716/" target="blank"><img src="http://www.andreaparaggio.com/blog/wp-content/uploads/2008/07/napoli_2010.jpg" alt="Napoli nel 2010 by francko76 on Flickr" /></a></p>
<h3>Vittoria della natura sul rifiuto.</h3>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/willy985/1804378131/" title="Nature Fights the &amp;quot;Munnezz&amp;quot; by Willy985, on Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2092/1804378131_ecd912b2be.jpg" width="500" height="375" alt="Nature Fights the &amp;quot;Munnezz&amp;quot;" /></a></p>
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