Categoria: Politica

18/giu/2009

Un video che con una scioccante semplicità mostra i risvolti di un’economia interamente basata sul consumo smodato di beni. Purtroppo in italiano esiste solo sottotitolato, ma per chi ha la fortuna di capire l’inglese parlato, il progetto “Story of stuff” ha un sito, www.storyofstuff.org.

Immagine anteprima YouTube

Per evidenti problemi legati alla diffamazione e simili, nel video non si fanno nomi anche se alcuni riferimenti sono tutt’altro che velati.

È scioccante che il mondo odierno altro non è che il prodotto di un impostazione macroeconomica che ha funzionato a dovere quando si è trattato di risollevare la celebre crisi di sovrapproduzione che colpì gli stati uniti d’america agli inizi del secolo appena trascorso. Ancora più scioccante è pensare che l’orientamento dell’economia mondiale verso la produzione sconsiderata è solo uno dei tanti modi di pianificare l’economia del mondo moderno. Senza parlare poi dell’obsolescenza pianificata, un modo di progettare i prodotti in modo da renderli potenti a livello comunicativo, ma assai sensibili a mutazioni nella moda e nell’immaginario collettivo dei consumatori. Tale obsolescenza può essere impostata in due modi, a seconda del tipo di prodotto e del tipo di mercato:

Un’obsolescenza strategica:

È quando al prodotto vengono attribuite caratteristiche tanto uniche quanto effimere, è il caso del mercato della moda dove nuove collezioni rimpiazzano vecchie collezioni a distanza di poche stagioni. È anche il caso di prodotti che di per sé potrebbero essere molto durevoli in quanto poco associati ad un utilizzo “sociale”, ad esempio un tavolo di truciolato dipinto di verde comprato all’IKEA per 9,99 eur. Non trovate che in molti casi il prezzo basso finisca per costituire un messaggio latente che induca i consumatori a categorizzarlo come prodotto “usa e getta”?

Un’obsolescenza tecnico-strutturale:

È il caso di quei prodotti dotati di caratteristiche tecniche che in qualche modo finiscono per incidere sull’accesso ad una risorsa o ad una tecnologia. È il caso di telefoni cellulari, smartphones, palmari e netbooks che in qualche caso potrebbero risultare obsoleti anche a pochi mesi dall’acquisto.

Per utilizzare il software X è necessario avere installato sulla propria macchina un sistema operativo a 64 bit. Molti individui basano il loro business sul software X, saranno quindi portati a sostituire la propria periferica pur non avendone un vero e proprio bisogno. Senza parlare poi delle barriere hardware: nel video c’è un esempio di come il più delle volte sia solo un piccolo chip a sancire la sostituzione di una scheda madre per il proprio pc, un chip che (lo dico solo a titolo d’esempio) permetta alle schede video di ultima generazione di comunicare correttamente con il resto dei componenti.

Ecco l’articolo di un blogger che definisce tecnofobia una realtà come l’obsolescenza pianificata e farneticazioni le osservazioni contenute in “story of stuff”. Su internet c’è libertà di parola, è giusto così, ma in alcuni casi si rasenta una vera e propria apologia di dottrine neo-positiviste che invogliano a credere che la natura si pieghi all’uomo e alle sue regole. In tutti i casi. Utilizzare le siringhe monouso come esempio della non-esistenza di un’obsolescenza pianificata mi sembra piuttosto fuori luogo.

30/gen/2008

Windows col pc, falso omaggio. Come ottenere il rimborso e perché.

Che lo si voglia o no, acquistando un computer si è costretti a comprare
anche il sistema operativo Microsoft Windows pre-installato senza che
sia esplicitamente richiesto. Non tutti sanno però che non si tratta di
un regalo, ma di una parte anche consistente del prezzo finale (dai
100 € in su). Ancora meno persone sanno che è possibile restituire
il prodotto preinstallato ed ottenere un rimborso, lasciando
spazio ad altri sistemi operativi liberi – e gratuiti come Linux – o
riutilizzare un sistema operativo già pagato in precedenza.

Questo è il tema dell’incontro “Rimborso licenza: come ottenerlo e
perché” in programma sabato 2 febbraio alle 20:30, presso la sede
dell’associazione Giosef a Caserta in via Battisti 69. La sessione,
che fa parte di una serie di eventi legati ai temi della legalità e dei
diritti digitali, è promossa dall’associazione Hackaserta 81100, in
videoconferenza con l’Hacklab di Firenze e con il Copyriot di Padova,
verrano illustrati i modi attraverso cui far valere il proprio diritto
al rimborso.

Alla serata interverranno Claudia Moretti, legale ADUC (Associazione
Diritti Utenti e Consumatori), e Marco Pieraccioli, utente venuto alla
ribalta delle cronache per aver chiesto e ottenuto il rimborso di
Microsoft Windows pre-installato sul suo pc.

Il programma della serata prevede anche un Lan Party organizzato in
collaborazione con il Collettivo CopyRiot del Laboratorio Sociale
Millepiani, un evento dedicato ai videogiochi e prevede che i
partecipanti si riuniscano in un unico luogo portandosi il computer da
casa per ingaggiare una battaglia senza esclusione di colpi.

Inoltre l’evento potrà essere seguito in diretta su Internet attraverso
il sito www.rimborsolicenza.org, dove sarà possibile trovare anche la
modulistica per richiedere il rimborso.

Programma (sarà trasmesso anche in streaming).
Luogo: Via Cesare Battisti, 69 (Caserta)

h. 19:00 Installation party + pizza
h. 20:00 Proiezione dell’incontro nelle altre città, in particolare:
h. 20:00 Daniel Donato, Hackaserta 81100, Caserta
h. 20:30 Copyriot di Padova
h. 21:00 ADUC+FLUG
h. 22:00 ASSOLI
h. 22:30 Lan Party

Riferimenti per il rimborso
http://www.rimborsolicenza.org
http://www.aduc.it/dyn/rimborsowindows/
mail: rimborso(at)81100.eu.org

Il Copyriot:
http://copy-riot.org
Hacklab Firenze:
http://hacknight.firenze.linux.it
Hacklab Caserta:
http://81100.eu.org
La Stazione di Confine:
http://www.stazionediconfine.it

14/nov/2007



Basta soldi all’Italia dice Grillo, e lo dice urlando. Perché non è in grado di amministrarli bene, perché non ci sono le persone giuste per farlo: prima di usare fondi europei bisogna mettere l’italia in condizione di riceverli.

Ancora una volta il celebre comico/politico genovese non rinunzia alle maniere forti per denunciare il marcio e l’inadeguatezza della cosa pubblica italiana, e stavolta lo fa a Strasburgo davanti a degli europarlamentari e davanti agli occhi dell’intera europa, trattandosi appunto di un evento europeo. Molti lo contestano affermando che il suo è un atteggiamento riduttivo e generico, che non fotografa la realtà effettiva della situazione italiana, e che coinvolge un pò tutti senza dare un nome e un cognome a eventuali colpevoli.

Sarà perché forse è più facile operare un’esclusione degli innocenti che un conteggio dei colpevoli?