Siamo pronti a una nuova presa in giro globale?
Categoria: Video
18/giu/2009
Un video che con una scioccante semplicità mostra i risvolti di un’economia interamente basata sul consumo smodato di beni. Purtroppo in italiano esiste solo sottotitolato, ma per chi ha la fortuna di capire l’inglese parlato, il progetto “Story of stuff” ha un sito, www.storyofstuff.org.
Per evidenti problemi legati alla diffamazione e simili, nel video non si fanno nomi anche se alcuni riferimenti sono tutt’altro che velati.
È scioccante che il mondo odierno altro non è che il prodotto di un impostazione macroeconomica che ha funzionato a dovere quando si è trattato di risollevare la celebre crisi di sovrapproduzione che colpì gli stati uniti d’america agli inizi del secolo appena trascorso. Ancora più scioccante è pensare che l’orientamento dell’economia mondiale verso la produzione sconsiderata è solo uno dei tanti modi di pianificare l’economia del mondo moderno. Senza parlare poi dell’obsolescenza pianificata, un modo di progettare i prodotti in modo da renderli potenti a livello comunicativo, ma assai sensibili a mutazioni nella moda e nell’immaginario collettivo dei consumatori. Tale obsolescenza può essere impostata in due modi, a seconda del tipo di prodotto e del tipo di mercato:
Un’obsolescenza strategica:
È quando al prodotto vengono attribuite caratteristiche tanto uniche quanto effimere, è il caso del mercato della moda dove nuove collezioni rimpiazzano vecchie collezioni a distanza di poche stagioni. È anche il caso di prodotti che di per sé potrebbero essere molto durevoli in quanto poco associati ad un utilizzo “sociale”, ad esempio un tavolo di truciolato dipinto di verde comprato all’IKEA per 9,99 eur. Non trovate che in molti casi il prezzo basso finisca per costituire un messaggio latente che induca i consumatori a categorizzarlo come prodotto “usa e getta”?
Un’obsolescenza tecnico-strutturale:
È il caso di quei prodotti dotati di caratteristiche tecniche che in qualche modo finiscono per incidere sull’accesso ad una risorsa o ad una tecnologia. È il caso di telefoni cellulari, smartphones, palmari e netbooks che in qualche caso potrebbero risultare obsoleti anche a pochi mesi dall’acquisto.
Per utilizzare il software X è necessario avere installato sulla propria macchina un sistema operativo a 64 bit. Molti individui basano il loro business sul software X, saranno quindi portati a sostituire la propria periferica pur non avendone un vero e proprio bisogno. Senza parlare poi delle barriere hardware: nel video c’è un esempio di come il più delle volte sia solo un piccolo chip a sancire la sostituzione di una scheda madre per il proprio pc, un chip che (lo dico solo a titolo d’esempio) permetta alle schede video di ultima generazione di comunicare correttamente con il resto dei componenti.
Ecco l’articolo di un blogger che definisce tecnofobia una realtà come l’obsolescenza pianificata e farneticazioni le osservazioni contenute in “story of stuff”. Su internet c’è libertà di parola, è giusto così, ma in alcuni casi si rasenta una vera e propria apologia di dottrine neo-positiviste che invogliano a credere che la natura si pieghi all’uomo e alle sue regole. In tutti i casi. Utilizzare le siringhe monouso come esempio della non-esistenza di un’obsolescenza pianificata mi sembra piuttosto fuori luogo.
10/lug/2008
La banda Fratelli (mi ricorda molto quel film per bambini, come si chiama… “The Goonies” ecco!) esce con un nuovo album, Here We Stand. Suonano molto più dolci, le melodie diventano molto più orecchiabili e perdono in gran parte quella carica aggressiva molto scozzese e quella spensieratezza presente in Costello Music. Brani gonfi di spensieratezza tardo-adolescenziale come Chelsea Dagger, Baby Fratelli ed Henrietta vanno sfumando in pezzi molto più dolci e riflessivi come Babydoll, le cui sonorità mi ricordano i primi Libertines e un gruppo emergente Romano, i Daylight.
Listen
Nel complesso un album che si fa ascoltare con piacere, nulla a che vedere con il primo, ma si sa, le cose belle non si ripetono mai più di una volta. Non farà ballare nei djset notturno-adolescenziali nei pub, non farà scuotere la testa a destra e sinistra ma si farà ascoltare con piacere in auto o mentre si è sotto la doccia. E poi non dimentichiamo che non stiamo parlando più di indie-rock tout-court: i Fratellis ormai sono prodotti da una major. E si sente…
“Non ci sentiamo indie, siamo sotto contratto con una Major… Il nostro stile musicale è semplicemente rock ‘n’ roll”
Here we stand – tracklist:
- My Friend John
- A Heady Tale
- Shameless
- Look Out Sunshine
- Straggler’s Moon
- Mistress Mabel
- Jesus Stole My Baby
- Baby Doll
- Tell Me A Lie
- Acid Jazz Singer
- Lupe Brown
- Milk & Money
6/feb/2008
Dopo una lunga pausa di tre anni interrotta solamente dalla canzone scritta dal leader del gruppo Toscano per Irene Grandi, i Baustelle registrano Amen. Di seguito la tracklist, il video e il testo del primo singolo Charlie fa surf, a mio avviso una delle canzoni migliori che parla “in maniera reale, di problemi reali, di adolescenti reali”. Sarebbe ora che molte delle nostre radio italiane dedicassero una parte più consistente del loro palinsesto per autori meno allineati, ma non per questo meno bravi.
- E così sia
- Colombo
- Charlie fa surf
- Il liberismo ha i giorni contati
- L’aeroplano
- Baudelaire
- L
- Antropophagus
- Panico!
- Alfredo
- Dark room
- L’uomo del secolo
- La vita va
- Ethiopia
- Andarsene così
Charlie fa surf
Vorrei morire a questa età
vorrei star fermo mentre il mondo va
ho quindic’anni
Programmo la mia drum-machine
e suono la chitarra elettrica
vi spacco il culo
è questione d’equilibrio
non è mica facile
Charlie fa surf, quanta roba si fa
M D M A
ma le mani chiodate se
Charlie fa skate, non abbiate pietà
crocifiggietelo, sfiguratelo in volto
con la mazza da golf
alleluja alleluja
Mi piace il metal, r’n'b
ho scaricato tonnelate di
filmati porno
e vado in chiesa e faccio sport
prendo pastiglie che contengono
paroxetina
Io non voglio crescere
andate a farvi fottere
Charlie fa surf, quanta roba si fa
M D M A
ma le mani chiodate da
un mondo di grandi e di preti fa skate
non abbiate pietà
una mazza da baseball
quanto bene gli fa
alleluja alleluja
6/ott/2007
Sarebbe carino se last.fm scavalcasse youtube per quanto riguarda la musica e diventasse un pò il punto di riferimento per videoclip musicali, canzoni free, gruppi emergenti. Oramai il dominio di youtube è incontrastato, ma come in tutti i calderoni c’è sempre molto disordine e i contenuti oltre a non essere molto ordinati, non sono molto curati dal punto di vista della qualità. Il player di last.fm mi piace molto di più, e poi si vede che è fatto per i video musicali: c’è la miniatura dell’album da cui il pezzo è preso, il titolo e il nome dell’artista.
Ora basta co sti ragionamenti godetevi questo pezzo potente dei Klaxons






