1/feb/2010

Immagine anteprima YouTube

Non bastava la televisione a promuovere la stupidità a livello nazionale con programmi come uomini e donne, grande fratello e affini. C’era bisogno di DIESEL, un brand con una presa molto forte sulle generazioni attuali a promuoverla per benino. Questa volta però la promozione non è invisibile, non è latente nel messaggio: è formale e manifesta:

Smart has the brains. Stupid has the balls


Smart had one good idea. And that idea was stupid


Per una rassegna visiva di molti dei manifesti della campagna è possibile consultare i link presenti nell’articolo.

L’intenzione del team creativo di Diesel e dell’agenzia londinese Anomaly, è quella di creare una vera e propria filosofia: “be stupid“ è il nuovo imperativo dell’irriverente brand

Insieme alla campagna tradizionale composta di affissioni e spot video è prevista una vera e propria operazione di recruiting di stupidi: tutti coloro che stanno facendo qualcosa di particolarmente stupido potranno essere parte di un video clip. Non solo: la loro impresa sarà citata nel catalogo della nuova collezione con tanto di riferimenti web (social network inclusi) e immagini. Più virale di così..

Il blog Fashionblog dà un’interpretazione piuttosto catastrofica della campagna, dipingendola come una serie di azioni pubblicitarie volte a suggerire al destinatario la strada per il successo:

[...]Il brand più irriverente torna a comunicare la collezione primavera estate 2010 in un modo davvero insolito decisamente fuori dai canoni, proponendo una vera e propria filosofia di vita con tanto di manifesto e “comandamenti” per vivere una vita totalmente “STUPIDA” e trovare la strada per il SUCCESSFUL LIVING.
Il classico logo rosso Diesel fa il suo ritorno per siglare e celebrare come “Be Stupid” sia la via giusta per avere successo nella vita.[...]

La mia interpretazione del messaggio non solo è catastrofica, è anche piuttosto indignata: un brand tanto influente sui gusti e sulla moda delle nuove generazioni dovrebbe fare più attenzione a rendere pubblici certi messaggi, preoccupandosi del fatto che questi ultimi potrebbero non venire recepiti allo stesso modo da tutti. La realtà è che tra i destinatari di quel messaggio potrebbero sicuramente esserci persone che – vuoi per cultura personale, vuoi per assenza/carenza di strumenti cognitivi – non riescano a formulare una propria versione critica del messaggio. Sarà anche una constatazione cinica, ma a mio avviso è terribilmente reale.

Se è vero che esiste una responsabilità sociale nella comunicazione, nella pubblicità e nel design, allora mi sembra giusto affermare che né i creativi della DIESEL (o a questo punto non si offenderanno se li chiamo stupidi) né quelli di Anomaly ne sono forniti.

Un creativo non è necessariamente uno stupido così come non è detto che gli intelligenti siano noiosi o siano sprovvisti di “palle”.

L’ennesima prova che le visioni di Mike Judge ben rappresentate in Idiocracy non sono poi così lontane dai nostri tempi.

Un creativo che non si sente affatto stupido…

15/lug/2008

HP - Guerrilla Printing 1 HP - Guerrilla Printing 2

Eccezionale campagna di Urban Marketing da parte di HP. Inserire in paesaggi urbani un installazione che simula uno strappo su un foglio stampato. Ovviamente il foglio stampato non è altro che il paesaggio stesso, tant’è che su uno dei fogli strappati il testo pubblicitario recita:

Reality, reproduced.

Semplice e geniale.

Queste pubblicità sono state installate in posizioni strategiche, contraddistinte da un panorama a impatto o comunque da uno scenario per così dire “avvenente”, in modo da rendere ancora piu evidente l’illusione che ci si trovi di fronte ad uno stampato. Quindi anche parchi cittadini immersi nel verde tra alberi, panchine e ruscelli. Nulla di male insomma, soprattutto se si pensa che HP sembra essere un’azienda impegnata a voler assumere lo status di “Azienda ecosostenibile”.