31/dic/2009

Un articolo del Times, Government paid £6,000 a digit for NHS 60th anniversary logo, ha suscitato subito la mia attenzione. In un paese diverso dall’Italia, dove anche il sospetto di un’ingiustizia fa aprire un’inchiesta o un’indagine per accertare colpe o quant’altro, la notizia che due designers abbiano ricevuto un lauto compenso di 12.000£ per la (ri)progettazione del logo dell’NHS in occasione del 60esimo anniversario, ha scosso l’opinione pubblica e, a quanto pare, anche l’opinione di alcuni presunti esperti.

I problemi sono diversi: un compenso così grande per un intervento grafico così marginale suscita l’ira degli addetti al settore. D’altra parte, però, persone estranee al mondo del design e della grafica si pronunciano e valutano interventi di restyling nello stesso modo in cui la nonnina valuta il prezzo delle arance al mercato, ossia a peso.

A mio avviso è venuto il momento in cui interventi di consulenza su comunicazione e design vengano valutati nello stesso modo in cui vengono valutate le prestazioni di un avvocato, di un notaio, di uno psicologo, di un ingegnere, ossia come interventi professionali per cui esistono delle competenze specifiche e più possibili soluzioni ai problemi posti.

Un istituto che vuole festeggiare il proprio sessantesimo anniversario è costretto a scendere sul mercato per trovare una soluzione ai propri problemi. C’è bisogno di un nuovo logotipo in occasione dell’evento e nessuno all’interno sa da dove cominciare perché valutando le seguenti cose inizia ad avere un po’ di paura:

  • Il marchio di NHS ha una sua storia, nel caso specifico 60 anni di storia;
  • Che tono di voce utilizzare? (stravolgente, perturbante, spiritoso etc.)
  • etc etc.

Potrei continuare per un bel po’ ma mi fermo perché nessuno mi sta pagando per pensare.

Anche se vogliamo tralasciare pensieri così “profondi”, mettiamo il caso si tratti di grafici “battaglieri” molto molto pratici e per niente teorici: questi dovranno presentare bozze diverse al proprio cliente. Non dico tante, ma supponiamo tre diverse alternative; queste persone dovranno metterci dai 3 ai 5 giorni per elaborare delle idee, delle soluzioni, dalle più semplici alle più stravolgenti; Dovranno incontrare più volte il cliente per parlare, approfondire, stabilire una relazione.

Sembra quasi che per molte teste di legno tutto ciò non conti, tant’è che si permettono con tutta l’arroganza e l’ignoranza che li contraddistingue di dire che post-porre il numero “60″ a un marchio già esistente sia costato ben 6.000£ per carattere alla comunità. Quasi come se il “60″ sia caduto sulla scrivania dei designer dall’alto, per poi essere semplicemente incollato sui supporti necessari.

Il logo dell'NHS

Il logo dell'HNS


Il logo del NHS dopo l'intervento

Un ottimo ragionamento, non c’è che dire. Molto scientifico:

60 = 12.000£
ergo
6 = 6.000£ e 0 = 6.000£

Non fa una piega, peccato che si siano trascurate tutti gli elementi valutativi di un intervento di cui sopra.

Alcuni chiarimenti

Il mio post non vuole difendere assolutamente l’operato dei designer che hanno realizzato l’intervento di restyling – anche perché a dirla tutta si tratta di un contributo davvero marginale e, molto probabilmente, altamente sovrapagato – ma vuole essere una difesa personale del mio lavoro per quale ritengo vi siano delle competenze e delle abilità specifiche, manuali e cognitive.

Proprio non sopporto leggere di persone che aprono la bocca valutando un lavoro “6.000£ a digit”. Disturba me e tutte le persone coinvolte in questa stupenda professione.

4/ott/2009

Updatecity è un’idea di un prodotto digitale innovativo progettato per Apple iPhone, maturata da un brief fornito dai prof.ri Cristina Chiappini e Andrea Purgatorio durante il corso di Graphic Design presso l’università di Roma La Sapienza. La caratteristica fondamentale è data dal fatto di essere una vera e propria Social city guide, ovvero una guida alla città con caratteristiche spiccatamente sociali.

Utilizza le API di google maps per la visualizzazione delle mappe, l’aggiunta e la gestione dei POI (points of interest). I contenuti di una determinata città sono realizzati con il contributo degli utenti che possono commentare un locale notturno, un monumento, una bancarella che vende hotdog, un ponte su cui hanno baciato per la prima volta una persona veramente speciale.

Questo progetto ha dato l’occasione a me e al mio gruppo di lavoro di cimentarci nell’avventura della progettazione di interfacce complesse e ci ha avvicinato al mondo dell’usabilità.

Di seguito alcuni esempi delle interfacce che abbiamo realizzato per la guida. Per chi volesse ulteriori dettagli sul progetto segnalo il modulo di contatto presente su questo blog.

Updatecity iPhone application #1

Updatecity iPhone application #4

3/ott/2009

Copyright Design Per. un'iniziativa dell'aiap www.aiap.it

Copyright Design Per. un'iniziativa dell'aiap www.aiap.it

Editoria, Ambiente, Nuovi linguaggi, Impresa. Campi e pratiche del progetto di comunicazione visiva

Il PAN, palazzo delle arti di Napoli, ospiterà tra il 6 e l’11 settembre la settimana internazionale della grafica. Sei giorni nei quali saranno disponibili workshop per studenti e professionisti, mostre, tavole rotonde, conversazioni, conferenze, seminari, studi aperti, proiezioni e passeggiate tipografiche.

I temi dell’evento sono principalmente l’editoria, l’ambiente, i nuovi linguaggi e l’impresa. Attorno ad essi ruoteranno quattro workshop, quattro tavole rotonde e le varie mostre.

Saranno inoltre presenti più di 50 tra autorevoli studiosi, autori e professionisti che ci mostreranno i loro contributi nel design grafico contemporaneo.

Per maggiori informazioni:

Aiap News
Design per. website
SDZ

10/giu/2009

Il nostro mega presidente Silvio Berlusconi ha motivato parte dei suoi viaggi tra le nuvole dicendo che in aria si sono tenute delle vere e proprie riunioni creative in merito alla creazione di un nuovo marchio per il made in italy, appunto Magic Italy.

C’è gia un acceso dibattito tra i designer italiani sulla qualità di suddetto marchio, con domande al seguito rivolte al nostro premier.

In effetti appare sconcertante la povertà di idee che permea suddetto logo, che se vogliamo sembra schierarsi apertamente contro le più trite regole del design di identità visive, prima tra tutte quella secondo la quale sarebbe opportuno rendere il marchio altamente declinabile e riproducibile su più supporti, lasciando perdere effetti palesemente bitmap come quelli che si possono creare con photoshop. Parlo di ombre, bagliori interni ed esterni, rilievi, etc. La social designzine curata da aiap, SDZ, ne parla come un “Teatro campionario di effetti di photoshop.

Il logo, orfano d'autore, la cui realizzazione è stata seguita personalmente dal nostro premierone

Il logo, orfano d'autore, la cui realizzazione è stata seguita personalmente dal nostro premierone

Per quanto riguarda la mia riflessione sulla comunicazione invece, mi sento di essere più duro: l’italia è annoverata in assoluto tra i paesi che più di altri traducono la produzione culturale proveniente dall’estero, riadattandola al proprio contesto e ai propri modi di dire. In questo caso si è fatta un’eccezione, perché per portare fuori dall’italia il concetto di made in italy si è scelto di veicolare tale messaggio adoperando la lingua inglese. Magic Italy, e non Magica Italia.

A seguire il video di presentazione di tale marchio all’interno del TG4 ad opera della nostra ministra per il turismo Michela Brambilla.

http://www.vimeo.com/5081799