Il nostro mega presidente Silvio Berlusconi ha motivato parte dei suoi viaggi tra le nuvole dicendo che in aria si sono tenute delle vere e proprie riunioni creative in merito alla creazione di un nuovo marchio per il made in italy, appunto Magic Italy.
C’è gia un acceso dibattito tra i designer italiani sulla qualità di suddetto marchio, con domande al seguito rivolte al nostro premier.
In effetti appare sconcertante la povertà di idee che permea suddetto logo, che se vogliamo sembra schierarsi apertamente contro le più trite regole del design di identità visive, prima tra tutte quella secondo la quale sarebbe opportuno rendere il marchio altamente declinabile e riproducibile su più supporti, lasciando perdere effetti palesemente bitmap come quelli che si possono creare con photoshop. Parlo di ombre, bagliori interni ed esterni, rilievi, etc. La social designzine curata da aiap, SDZ, ne parla come un “Teatro campionario di effetti di photoshop.
Per quanto riguarda la mia riflessione sulla comunicazione invece, mi sento di essere più duro: l’italia è annoverata in assoluto tra i paesi che più di altri traducono la produzione culturale proveniente dall’estero, riadattandola al proprio contesto e ai propri modi di dire. In questo caso si è fatta un’eccezione, perché per portare fuori dall’italia il concetto di made in italy si è scelto di veicolare tale messaggio adoperando la lingua inglese. Magic Italy, e non Magica Italia.
A seguire il video di presentazione di tale marchio all’interno del TG4 ad opera della nostra ministra per il turismo Michela Brambilla.
http://www.vimeo.com/5081799







