Un articolo del Times, Government paid £6,000 a digit for NHS 60th anniversary logo, ha suscitato subito la mia attenzione. In un paese diverso dall’Italia, dove anche il sospetto di un’ingiustizia fa aprire un’inchiesta o un’indagine per accertare colpe o quant’altro, la notizia che due designers abbiano ricevuto un lauto compenso di 12.000£ per la (ri)progettazione del logo dell’NHS in occasione del 60esimo anniversario, ha scosso l’opinione pubblica e, a quanto pare, anche l’opinione di alcuni presunti esperti.
I problemi sono diversi: un compenso così grande per un intervento grafico così marginale suscita l’ira degli addetti al settore. D’altra parte, però, persone estranee al mondo del design e della grafica si pronunciano e valutano interventi di restyling nello stesso modo in cui la nonnina valuta il prezzo delle arance al mercato, ossia a peso.
A mio avviso è venuto il momento in cui interventi di consulenza su comunicazione e design vengano valutati nello stesso modo in cui vengono valutate le prestazioni di un avvocato, di un notaio, di uno psicologo, di un ingegnere, ossia come interventi professionali per cui esistono delle competenze specifiche e più possibili soluzioni ai problemi posti.
Un istituto che vuole festeggiare il proprio sessantesimo anniversario è costretto a scendere sul mercato per trovare una soluzione ai propri problemi. C’è bisogno di un nuovo logotipo in occasione dell’evento e nessuno all’interno sa da dove cominciare perché valutando le seguenti cose inizia ad avere un po’ di paura:
- Il marchio di NHS ha una sua storia, nel caso specifico 60 anni di storia;
- Che tono di voce utilizzare? (stravolgente, perturbante, spiritoso etc.)
- etc etc.
Potrei continuare per un bel po’ ma mi fermo perché nessuno mi sta pagando per pensare.
Anche se vogliamo tralasciare pensieri così “profondi”, mettiamo il caso si tratti di grafici “battaglieri” molto molto pratici e per niente teorici: questi dovranno presentare bozze diverse al proprio cliente. Non dico tante, ma supponiamo tre diverse alternative; queste persone dovranno metterci dai 3 ai 5 giorni per elaborare delle idee, delle soluzioni, dalle più semplici alle più stravolgenti; Dovranno incontrare più volte il cliente per parlare, approfondire, stabilire una relazione.
Sembra quasi che per molte teste di legno tutto ciò non conti, tant’è che si permettono con tutta l’arroganza e l’ignoranza che li contraddistingue di dire che post-porre il numero “60″ a un marchio già esistente sia costato ben 6.000£ per carattere alla comunità. Quasi come se il “60″ sia caduto sulla scrivania dei designer dall’alto, per poi essere semplicemente incollato sui supporti necessari.

Il logo dell'HNS
Il logo del NHS dopo l'intervento
Un ottimo ragionamento, non c’è che dire. Molto scientifico:
60 = 12.000£
ergo
6 = 6.000£ e 0 = 6.000£
Non fa una piega, peccato che si siano trascurate tutti gli elementi valutativi di un intervento di cui sopra.
Alcuni chiarimenti
Il mio post non vuole difendere assolutamente l’operato dei designer che hanno realizzato l’intervento di restyling – anche perché a dirla tutta si tratta di un contributo davvero marginale e, molto probabilmente, altamente sovrapagato – ma vuole essere una difesa personale del mio lavoro per quale ritengo vi siano delle competenze e delle abilità specifiche, manuali e cognitive.
Proprio non sopporto leggere di persone che aprono la bocca valutando un lavoro “6.000£ a digit”. Disturba me e tutte le persone coinvolte in questa stupenda professione.





