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14 2008

Meg - Psychodelice

Psychodelice. Album di svolta per Meg, che dall’offrire la sua sensuale voce - insieme a quella spigolosa d’o Zulù - a testi politici e impegnati, passa a cantare sentimenti, emozioni, sensazioni, immagini mentali fortemente soggettive, testi molto criptici, in alcuni tratti quasi fini a loro stessi. Stefano Fontana, meglio conosciuto come Stylophonic, dj e produttore del disco, fa un ottimo lavoro producendo beat pieni di groove e di ritmo, privi di di qualunque gradiente, di qualunque sfumatura. Direi piuttosto grezzi ma di grande effetto.

Napoli città aperta. Una canzone in cui Meg riesce a rendere antropomorfo il ritratto di una Napoli piegata su sé stessa, una città che allo stesso tempo si fa amare e si fa temere. Una città di cui è difficile avere piena fiducia. Proprio come un individuo psicolabile senza scrupoli che riesce a placare le sue turbe solo alla notte, ma che una volta sveglio non esiterà a mostrare la sua natura di mostro affamato, Napoli suscita dolcezza nelle tenebre e sgomento quando si avvicina il chiarore del giorno. Tutto sommato è una sensazione che avverto anch’io alle prese con la contemplazione della mia città, ma ovviamente la resa di tale figura è tutt’altro se si considera una città dal vissuto come Napoli.

Tutto ciò sembra essere l’espressione di un vortice di sentimenti contrastanti in cui chi ama Napoli ama precipitare, proprio come diceva il grande Leopardi a proposito delle sue celebri turbe malinconiche. Non è un caso, infatti, che Meg dipinge Napoli come una stella che brilla di luce propria. Astro di rara bellezza, proprio come una perla di colore nero. Introvabile.

Ecco come recitano il ritornello e la strofa finale:

Guarda come è bella
la mia città
come stella brilla
di luce propria.
Guarda come è sola
la mia città
rara come perla nera
quando lei dorme
dolce creatura appare
ed io rimango lì
ad ammirare
sapendo che al sorgere del sole
il mostro si sveglierà per la fame
perciò non ti fidare
comincia a scappare

Contradditoria quindi l’immagine che Meg restituisce di Napoli, ma è proprio questa contradditorietà, questa confusione, a renderla stupenda e splendidamente aderente alla realtà effettiva che Napoli oggi si trova ad affrontare: un mix di delinquenti e di persone di buoni sentimenti; di odio e di amore; di sublime e di squallore; di luce e di tenebre.

È un Peccato. In molti dicono che Napoli sia la città più bella del mondo.

Io sono d’accordo.

Napoli Città Aperta

Attraverso di notte la mia città
il mio sguardo brucia come fiamma
cammino, cammino e lei mi divora
vorrei fermarmi ma, il mio piede va

Guarda come è bella, la mia città
come stella brilla di luce propria
guarda come è sola, la mia città
guarda come è bella, vera

Quando lei dorme dolce creatura appare
ed io incanto lì ad ammirare
sapendo che al sorgere del sole
il mostro si sveglierà per la fame
perciò non ti fidare
comincia a scappare

Guarda come è bella, la mia città
come stella brilla di luce propria
guarda come è sola, la mia città
sanguina come vena aperta

Napoli città aperta

30 2008

Il genio

Il geniale duo proveniente dal Salento, esportato come al solito nel gelido nord (mica poi così tanto freddo) esce con un album d’esordio molto molto carino. In generale suona come Baustelle, Blonde Redhead, come loro ci regala sensazioni di boulevard parigini e generose dosi di eccentricità e nichilismo decadente.

Senz’altro da seguire.

Lei poi è fantastica.

Il primo video del duo che mi è capitato di vedere è pop porno, canzone che giocando su un meccanismo di assimilazione fonetica parla dei problemi che possono sussistere tra uomo e donna all’interno di una coppia, tra questi il porno: fucina creativa o depredatore di fantasie sessuali per l’uomo?

Il genio

Alessandra Contini: Vox bass ; Gianluca De Rubertis: guitar key, piano & synth, Vox

Il genio su MySpace

Il genio - Tracklist

  1. Le Bugie Di François
  2. Non E’ Possibile
  3. Pop Porno
  4. Applique
  5. Tutto E’ Come Sei Tu
  6. A Questo Punto
  7. Gli Eroi Del Kung Fu
  8. L’Orrore
  9. Fortuna E’ Sera
  10. Povera Stella
  11. La Pathétique
  12. Una Giapponese A Roma

Pop porno

10 2008

The Fratellis

La banda Fratelli (mi ricorda molto quel film per bambini, come si chiama… “The Goonies” ecco!) esce con un nuovo album, Here We Stand. Suonano molto più dolci, le melodie diventano molto più orecchiabili e perdono in gran parte quella carica aggressiva molto scozzese e quella spensieratezza presente in Costello Music. Brani gonfi di spensieratezza tardo-adolescenziale come Chelsea Dagger, Baby Fratelli ed Henrietta vanno sfumando in pezzi molto più dolci e riflessivi come Babydoll, le cui sonorità mi ricordano i primi Libertines e un gruppo emergente Romano, i Daylight.

Listen

Nel complesso un album che si fa ascoltare con piacere, nulla a che vedere con il primo, ma si sa, le cose belle non si ripetono mai più di una volta. Non farà ballare nei djset notturno-adolescenziali nei pub, non farà scuotere la testa a destra e sinistra ma si farà ascoltare con piacere in auto o mentre si è sotto la doccia. E poi non dimentichiamo che non stiamo parlando più di indie-rock tout-court: i Fratellis ormai sono prodotti da una major. E si sente…

“Non ci sentiamo indie, siamo sotto contratto con una Major… Il nostro stile musicale è semplicemente rock ‘n’ roll”

Here we stand - tracklist:

  1. My Friend John
  2. A Heady Tale
  3. Shameless
  4. Look Out Sunshine
  5. Straggler’s Moon
  6. Mistress Mabel
  7. Jesus Stole My Baby
  8. Baby Doll
  9. Tell Me A Lie
  10. Acid Jazz Singer
  11. Lupe Brown
  12. Milk & Money
6 2008

Dopo una lunga pausa di tre anni interrotta solamente dalla canzone scritta dal leader del gruppo Toscano per Irene Grandi, i Baustelle registrano Amen. Di seguito la tracklist, il video e il testo del primo singolo Charlie fa surf, a mio avviso una delle canzoni migliori che parla “in maniera reale, di problemi reali, di adolescenti reali”. Sarebbe ora che molte delle nostre radio italiane dedicassero una parte più consistente del loro palinsesto per autori meno allineati, ma non per questo meno bravi.

  1. E così sia
  2. Colombo
  3. Charlie fa surf
  4. Il liberismo ha i giorni contati
  5. L’aeroplano
  6. Baudelaire
  7. L
  8. Antropophagus
  9. Panico!
  10. Alfredo
  11. Dark room
  12. L’uomo del secolo
  13. La vita va
  14. Ethiopia
  15. Andarsene così

Charlie fa surf

Vorrei morire a questa età
vorrei star fermo mentre il mondo va
ho quindic’anni
Programmo la mia drum-machine
e suono la chitarra elettrica
vi spacco il culo
è questione d’equilibrio
non è mica facile

Charlie fa surf, quanta roba si fa
M D M A
ma le mani chiodate se
Charlie fa skate, non abbiate pietà
crocifiggietelo, sfiguratelo in volto
con la mazza da golf
alleluja alleluja

Mi piace il metal, r’n'b
ho scaricato tonnelate di
filmati porno
e vado in chiesa e faccio sport
prendo pastiglie che contengono
paroxetina
Io non voglio crescere
andate a farvi fottere

Charlie fa surf, quanta roba si fa
M D M A
ma le mani chiodate da
un mondo di grandi e di preti fa skate
non abbiate pietà
una mazza da baseball
quanto bene gli fa
alleluja alleluja

11 2007

Radiohead In Rainbows

In vendita solo e unicamente su www.inrainbows.com, l’ultimo album dei radiohead si distingue per la particolare formula con cui viene venduto. Niente prezzi fissi infatti, ma solo un offerta a piacere per il download dell’ultimo cd. Oggi il giorno da cui è possibile il download, anche se nei giorni precedenti è stato possibile effettuare un pre-order. Da stamattina sovraccarico di accessi per un sito che tuttora risulta inaccessibile in alcuni momenti.

Un modo alternativo e geniale di venire incontro al pubblico di downloader della rete, o una sottovalutazione del proprio lavoro? Saranno gli incassi a confermare una o l’altra teoria, per il resto, solo il 2 dic 2007, l’album verrà venduto in tiratura limitata in un elegante cofanetto il cui prezzo si aggirerà intorno alle 40 sterline, ma conterrà svariati artwork, foto e 8 brani inediti.

Per quanto riguarda il loro lavoro, nulla di nuovo sembra apparire all’orizzonte, a parte l’inserimento qua e la di linee ritmiche molto elettroniche in brani come 15 step e Videotape. Bisognerebbe ascoltarlo qualche volta in più per assaporarne appieno le sfumature, la prima impressione è tutto sommato positiva: un disco che fila liscio dalla prima all’ultima canzone.