
Psychodelice. Album di svolta per Meg, che dall’offrire la sua sensuale voce - insieme a quella spigolosa d’o Zulù - a testi politici e impegnati, passa a cantare sentimenti, emozioni, sensazioni, immagini mentali fortemente soggettive, testi molto criptici, in alcuni tratti quasi fini a loro stessi. Stefano Fontana, meglio conosciuto come Stylophonic, dj e produttore del disco, fa un ottimo lavoro producendo beat pieni di groove e di ritmo, privi di di qualunque gradiente, di qualunque sfumatura. Direi piuttosto grezzi ma di grande effetto.
Napoli città aperta. Una canzone in cui Meg riesce a rendere antropomorfo il ritratto di una Napoli piegata su sé stessa, una città che allo stesso tempo si fa amare e si fa temere. Una città di cui è difficile avere piena fiducia. Proprio come un individuo psicolabile senza scrupoli che riesce a placare le sue turbe solo alla notte, ma che una volta sveglio non esiterà a mostrare la sua natura di mostro affamato, Napoli suscita dolcezza nelle tenebre e sgomento quando si avvicina il chiarore del giorno. Tutto sommato è una sensazione che avverto anch’io alle prese con la contemplazione della mia città, ma ovviamente la resa di tale figura è tutt’altro se si considera una città dal vissuto come Napoli.
Tutto ciò sembra essere l’espressione di un vortice di sentimenti contrastanti in cui chi ama Napoli ama precipitare, proprio come diceva il grande Leopardi a proposito delle sue celebri turbe malinconiche. Non è un caso, infatti, che Meg dipinge Napoli come una stella che brilla di luce propria. Astro di rara bellezza, proprio come una perla di colore nero. Introvabile.
Ecco come recitano il ritornello e la strofa finale:
Guarda come è bella
la mia città
come stella brilla
di luce propria.
Guarda come è sola
la mia città
rara come perla nera
quando lei dorme
dolce creatura appare
ed io rimango lì
ad ammirare
sapendo che al sorgere del sole
il mostro si sveglierà per la fame
perciò non ti fidare
comincia a scappare
Contradditoria quindi l’immagine che Meg restituisce di Napoli, ma è proprio questa contradditorietà, questa confusione, a renderla stupenda e splendidamente aderente alla realtà effettiva che Napoli oggi si trova ad affrontare: un mix di delinquenti e di persone di buoni sentimenti; di odio e di amore; di sublime e di squallore; di luce e di tenebre.
È un Peccato. In molti dicono che Napoli sia la città più bella del mondo.
Io sono d’accordo.
Napoli Città Aperta
Attraverso di notte la mia città
il mio sguardo brucia come fiamma
cammino, cammino e lei mi divora
vorrei fermarmi ma, il mio piede vaGuarda come è bella, la mia città
come stella brilla di luce propria
guarda come è sola, la mia città
guarda come è bella, veraQuando lei dorme dolce creatura appare
ed io incanto lì ad ammirare
sapendo che al sorgere del sole
il mostro si sveglierà per la fame
perciò non ti fidare
comincia a scappareGuarda come è bella, la mia città
come stella brilla di luce propria
guarda come è sola, la mia città
sanguina come vena apertaNapoli città aperta
















